Taburno, l'ex Segretario: «Revoca infondata e pretestuosa»

«Respingo accuse infondate: la revoca arriva dopo le mie segnalazioni ad ANAC e Corte dei Conti. Ho solo difeso il principio di legalità».

A cura di Redazione
01 marzo 2026 11:54
Taburno, l'ex Segretario: «Revoca infondata e pretestuosa» -
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Rompe il silenzio Carla Moscato l’ex Segretario Generale Supplente della Comunità Montana del Taburno, a seguito del provvedimento di revoca dell’incarico firmato dal Presidente pro tempore, Gennaro Caporaso. Una replica netta che trasforma un atto burocratico in un caso politico e giudiziario, sollevando pesanti interrogativi sulla gestione dell'Ente.

«Accuse del tutto infondate»

Al centro della contesa c'è la motivazione ufficiale addotta per la rimozione: la presunta inerzia del Segretario nel procedere alla nomina di un titolare. Un addebito che l’interessata rispedisce al mittente senza mezzi termini: «Si tratta di una contestazione del tutto infondata e pretestuosa, che non trova riscontro né nei fatti né nel quadro normativo di riferimento».

Il rammarico umano e l'orgoglio professionale

Oltre l'aspetto tecnico, emerge una forte nota personale. L'ex Segretario non nasconde l’amarezza per essere stata colpita da contestazioni definite "inconsistenti" dopo aver operato con dedizione e senso delle istituzioni. Tuttavia, al rammarico si accompagna una "piena e serena soddisfazione" per la condotta tenuta: «Rivendico con orgoglio la correttezza del mio operato e la coerenza con i valori di trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione».

Il nodo della legalità: ANAC e Corte dei Conti

Secondo la ricostruzione dell'ex Segretario, il clima all'interno dell'Ente sarebbe mutato radicalmente nel dicembre 2025. La vera "colpa", secondo la professionista, sarebbe stata la sua intransigenza normativa su due fronti caldi:

  • La mozione di sfiducia: Il parere di ricevibilità tecnica espresso sulla mozione presentata dai Consiglieri contro il Presidente Caporaso.

  • Le segnalazioni alle Autorità: L'annuncio di voler segnalare ad ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) e alla Corte dei Conti alcuni procedimenti amministrativi che presentavano "evidenti profili di criticità".

«Il rispetto delle norme non è un addebito»

«La vera ragione della mia revoca appare evidente: la mia costante richiesta del rispetto del principio di legalità, principio per me non negoziabile», conclude l'ex Segretario, ribadendo che la fermezza nel pretendere l'osservanza delle leggi non può essere trasformata in una colpa professionale. Una posizione che promette di avere ulteriori strascichi nelle sedi competenti, mentre la professionista conferma la volontà di proseguire la propria carriera restando fedele ai principi costituzionali.

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