Sud, istituzioni a pezzi: ora gli amministratori paghino
Corte dei Conti: al Sud qualità dimezzata e riscossioni al palo. Basta impunità per chi affonda i Comuni ignorando il danno alla comunità.
Mentre l'Italia del 2026 corre per agganciare l'ultima scia degli investimenti del PNRR, il Mezzogiorno si trova davanti a uno specchio impietoso riflesso dalla Corte dei Conti della Campania. Il quadro delineato dal presidente Michele Oricchio e dal procuratore Giacinto Dammicco non riguarda solo la carenza di fondi, ma una patologia più profonda: la bassa qualità delle istituzioni e la sostanziale assenza di conseguenze per chi sbaglia.
L'Abisso della Qualità Istituzionale
Non si tratta di percezioni, ma di numeri. L’Indice di Qualità Istituzionale (IQI) mostra una spaccatura netta. Se il Nord viaggia su un punteggio di 0,65, il Sud arranca a 0,25.
Le dimensioni analizzate sono cinque e vedono il Mezzogiorno in perdita costante:
Qualità della regolamentazione: -44% rispetto al Centro-Nord.
Contrasto alla corruzione e Stato di diritto: -42%.
Efficacia di governo: -41%.
Questi dati confermano che senza istituzioni solide, i capitali — pubblici o privati che siano — faticano a generare sviluppo reale, disperdendosi in rivoli di inefficienza.
La "Fatica di Incassare" e il Dissesto dei Comuni
Un punto centrale della relazione riguarda la gestione finanziaria. Il procuratore Dammicco ha coniato un'espressione amara: la "fatica dell'incassare". Sembra che gli amministratori locali preferiscano "largheggiare con le spese" piuttosto che recuperare le entrate dovute, forse per non intaccare il consenso elettorale.
I numeri della crisi finanziaria locale:
La Campania occupa il terzo posto in Italia per numero di Comuni in stato di dissesto o procedure correlate.
Questa gestione allegra delle casse pubbliche non è solo un errore contabile, ma un danno diretto ai servizi per i cittadini. Eppure, nonostante le "numerose iniziative istruttorie" e le citazioni della Procura, emerge un tema di fondo: il prezzo degli errori ricade quasi sempre sulla collettività e raramente sulle tasche o sulle carriere di chi quegli errori li ha commessi.
Il Nodo dell'Impunità: Perché gli Amministratori non Pagano?
L’analisi della Corte dei Conti mette in luce un sistema in cui la responsabilità dirigenziale e politica appare sfumata. Nonostante l'attivazione di procedure per "danno erariale", il percorso per arrivare a una reale sanzione è tortuoso.
Scudo Erariale e Normative: Spesso, modifiche legislative e interpretazioni restrittive della colpa grave rendono difficile chiamare gli amministratori a rispondere dei propri atti.
Ravvedimento Operoso: Molte istruttorie si chiudono con un recupero parziale in corso d'opera, che se da un lato sana il debito, dall'altro evita che si crei un precedente di condanna esemplare.
Il Peso del Consenso: Come rilevato dalla Procura, frenare sulle riscossioni è una strategia per "compiacere i cittadini", trasformando l'inefficienza in un cinico strumento di sopravvivenza politica.
Conclusione
Il 2026 doveva essere l'anno del rilancio definitivo. Tuttavia, se la qualità istituzionale del Sud resta "meno della metà" di quella del resto del Paese, il rischio è che il PNRR diventi l'ennesima occasione sprecata. Finché la "fatica dell'amministrare" non includerà anche la certezza della responsabilità per gli errori commessi, il divario tra Nord e Sud resterà una ferita aperta, alimentata da una burocrazia che non paga mai il conto dei propri fallimenti.