Sud e Costituzione, la lotta non va in vacanza: da Bacoli il grido dei Sindaci
A Villa Ferretti il sindaco di Castelpoto e la Rete Civica Meridionale denunciano lo scippo continuo di risorse pubbliche al Mezzogiorno
I diritti sanciti dalla Costituzione non conoscono pause estive, ed è proprio con questo spirito di mobilitazione permanente che la battaglia per il Mezzogiorno ha fatto tappa nella suggestiva cornice di Villa Ferretti a Bacoli, luogo ad alto valore simbolico in quanto bene sottratto alla criminalità organizzata e restituito alla collettività. All'incontro è intervenuto il sindaco di Castelpoto, nella sua veste di coordinatore della Rete Civica Meridionale, affiancato dal primo cittadino di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, da Davide Carlucci, Filomena Greco, Rosella Cerra, Daniela Primerano, Alessandro Caramiello e Marco Sarracino. Nel corso dell'iniziativa, amministratori e rappresentanti del territorio si sono confrontati in un dibattito franco e incisivo per fare il punto sui nodi strutturali che continuano a soffocare lo sviluppo del Sud.
L'analisi emersa nel corso dell'evento traccia il quadro di uno scandalo istituzionale ormai inaccettabile, sintetizzabile nella logica di un vero e proprio "Robin Hood al contrario" che sottrae risorse dove ce ne sarebbe più bisogno. I dati contabili parlano chiaro: tra il 2016 e il 2023 al Mezzogiorno è stato destinato appena il 21,5% della spesa pubblica complessiva in conto capitale, calpestando nei fatti quella quota del 34%, successivamente elevata per legge al 40%, che spetterebbe di diritto al Sud per riequilibrare i divari territoriali. A questa iniquità nell'assegnazione degli investimenti si aggiunge la palese sperequazione degli strumenti di incentivo culturale e sociale: l'anomalia dell'Art Bonus ne rappresenta un esempio emblematico, considerando che nell'ultimo decennio la sola Lombardia ha drenato oltre un terzo dei fondi nazionali, lasciando alle regioni meridionali soltanto le briciole.
A pagare il prezzo più alto di questo progressivo disimpegno dello Stato sono l'Italia interiore e le comunità lungo la dorsale appenninica, vere e proprie aree di margine isolate sia dai grandi poli produttivi del Centro-Nord sia dalle dinamiche di sviluppo delle coste e delle metropoli del Sud. La drammatica desertificazione demografica e il costante taglio dei presidi pubblici fondamentali non costituiscono un'inevitabile fatalità del destino, bensì la conseguenza diretta di precise scelte di politica pubblica che trascurano le aree interne. Di fronte a questo scenario, la Rete Civica Meridionale rilancia una mobilitazione diffusa per riaffermare la centralità dell'uguaglianza territoriale, ponendo la difesa della Carta costituzionale e dei diritti essenziali dei cittadini al centro dell'agenda politica nazionale.