Successo a Sant’Agata per la rassegna "RaccontiamoCi Donne!"
A Sant’Agata dei Goti il cibo si fa memoria: un evento tra letture e tradizioni per riscoprire il ruolo della donna nella storia rurale.
Oltre ottanta persone hanno affollato la sala dell’ex plesso scolastico “Tuoro Scigliato”, nella frazione di San Silvestro, per la terza edizione di “RaccontiamoCi Donne! Figlie della terra: chi dice donna dice danno?”. L’evento, promosso dall’Associazione San Silvestro APS con il patrocinio del Comune di Sant’Agata dei Goti, ha celebrato il legame profondo tra l’universo femminile e le radici rurali del Sannio.
Al centro della serata, la presentazione del volume riTRATTI di Donne: Saperi e Sapori magici (Ideas Edizioni). L'opera, frutto di una meticolosa ricerca antropologica curata da Elisabetta Scarinzi, Carmine Fusco, Angelo Antonio Scarinzi e Mariacristina Corrado, indaga il ruolo della donna nella cultura contadina beneventana attraverso il prisma dell'alimentazione.
Un intreccio di note, parole e gesti antichi
L’atmosfera è stata resa suggestiva sin dall'inizio grazie alle note della violinista Antonia Rea. La presidente dell'associazione, Concettina Della Valle, ha dato il via ai lavori presentando gli autori presenti, seguita dai ringraziamenti del vicepresidente Nicola Ciervo, che ha sottolineato il valore della sinergia tra le realtà locali e l'amministrazione.
Il Sindaco facente funzioni, Giovannina Piccoli, ha portato i saluti istituzionali evidenziando come il volontariato e l’associazionismo rappresentino il motore instancabile della crescita sociale del territorio.
Il cibo come rito e racconto
La serata è entrata nel vivo con un'originale performance multisensoriale:
Musica: L'organettista Lidia Di Muzio ha scandito i momenti salienti con ritmi della tradizione.
Lettura: L’attrice Margherita Vicario ha prestato la voce a brani scelti del libro, restituendo spessore narrativo alle ricerche antropologiche.
Azione: Mentre le parole risuonavano in sala, le signore Filomena e Olga hanno mostrato la "pratica del sapere", impastando dal vivo pane e "pacche" (pasta tipica locale), rendendo visibile e tangibile il racconto del cibo.
Dal tabù al dono: la riscoperta di un patrimonio
Attraverso il dialogo tra gli organizzatori e gli autori, sono emersi temi affascinanti e complessi: la ritualità della panificazione, l'uso delle erbe curative, ma anche i tabù alimentari legati alla maternità e al ciclo mestruale. Un patrimonio di saperi orali che il volume punta a preservare dall'oblio. Il pubblico, visibilmente commosso, si è ritrovato in quei ricordi, riscoprendo una storia collettiva che sembrava perduta.
Il finale: il "danno" che diventa "dono"
L’evento si è concluso con un momento conviviale che ha ribaltato ironicamente il pregiudizio del titolo. Molte donne presenti hanno condiviso piatti preparati in casa, trasformando quel "chi dice donna dice danno" in una celebrazione del donare. La generosità della civiltà contadina è tornata a vivere in un gesto spontaneo di condivisione, chiudendo il cerchio di una serata dedicata alla memoria e alla bellezza delle radici sannite.