Strega 2026, la carica dei sei: in finale spunta la sorpresa Nucci
Michele Mari guida la sestina del premio letterario, mentre Elena Rui viene ripescata per la finale romana dell'8 luglio in Piazza del Campidoglio.
Il Premio Strega 2026 si tinge di colpi di scena e novità storiche dopo la prima votazione svoltasi il 3 giugno al Teatro Romano di Benevento. Dei 677 giurati espressi su 800 aventi diritto, la maggioranza ha incoronato Michele Mari come capolista di una inedita sestina di finalisti, anziché la classica cinquina. L'applicazione dell'articolo 7 del regolamento ha infatti permesso il ripescaggio di un piccolo editore, delineando i contorni di una sfida appassionante che si deciderà per la prima volta nella suggestiva cornice di Piazza del Campidoglio a Roma il prossimo 8 luglio, sotto i riflettori della diretta televisiva di Rai 3.
I numeri usciti dalle urne beneventane parlano chiaro e ridisegnano le gerarchie della vigilia. Michele Mari ha confermato il ruolo di grande favorito raccogliendo ben 280 preferenze con il suo libro intitolato "I convitati di pietra", edito da Einaudi. Alle sue spalle si è consumato il vero exploit della serata, grazie al secondo posto a sorpresa conquistato da Matteo Nucci e dal suo "Platone. Una storia d'amore" edito da Feltrinelli, che con 242 voti si candida ufficialmente a principale sfidante per la vittoria finale. Il resto della parte alta della classifica vede un distacco più marcato ma comunque competitivo, con Bianca Pitzorno agganciata al terzo gradino del podio a quota 195 voti per "La sonnambula", tallonata da Teresa Ciabatti che ha ottenuto 184 preferenze con il romanzo "Donnaregina".
Il meccanismo delle votazioni ha mostrato tutta la sua complessità proprio nella definizione degli ultimi posizionamenti validi per l'accesso all'atto conclusivo. Al quinto posto si era inizialmente piazzato Alcide Pierantozzi con "Lo sbilico", un secondo titolo targato Einaudi forte di 170 voti, che sembrava chiudere i giochi della cinquina. A ribaltare lo scenario è intervenuta la norma a tutela della pluralità editoriale, che impone la presenza di almeno un editore medio-piccolo tra i finalisti. Questo ha spalancato le porte a Elena Rui e al suo "Vedove di Camus", pubblicato da L'orma editore, che grazie ai suoi 163 voti è stata ripescata trasformando ufficialmente la selezione in una eccezionale sestina.
L'attesa adesso si sposta tutta sulla Capitale, dove fervono i preparativi per un evento che promette di rompere i vecchi schemi istituzionali. La serata finale abbandona la storica cornice di Villa Giulia per approdare nell'affascinante Piazza del Campidoglio, offrendo uno spettacolo visivo inedito al pubblico presente e ai telespettatori. La conduzione dell'evento televisivo è stata affidata alla coppia formata da Pino Strabioli e Gloria Campaner, che accompagneranno gli spettatori attraverso l'ultimo scrutinio. Sarà un lungo mese di incontri e dibattiti per i sei autori, pronti a contendersi l'ambito legame con la tradizione letteraria italiana in una notte romana che si preannuncia già caldissima.