Strage del bus sull'A16: Lametta torna in Cassazione
Il ricorso punta a scardinare la precedente decisione, contestando presunti errori che avrebbero influenzato l'esito del processo.
Ecco una bozza dell'articolo, strutturata per evidenziare i punti salienti di questa complessa vicenda giudiziaria.
Strage del bus sull'A16: Gennaro Lametta torna in Cassazione, udienza il 13 aprile
A quasi tredici anni dalla tragedia del viadotto Acqualonga, che il 28 luglio 2013 costò la vita a 40 persone, il caso giudiziario resta aperto. La Suprema Corte di Cassazione ha fissato per il prossimo 13 aprile l'udienza per discutere il ricorso straordinario presentato da Gennaro Lametta, proprietario del bus precipitato e condannato in via definitiva a 9 anni di reclusione.
Il ricorso punta a scardinare la precedente decisione della IV Sezione Penale, contestando presunti errori di fatto percettivi che avrebbero influenzato in modo decisivo l'esito del processo.
Il nodo della manutenzione: il giunto cardanico
Il cuore della difesa, rappresentata dall'avvocato Sergio Pisani, risiede nella causa tecnica del disastro: il distacco del giunto cardanico. Secondo la tesi difensiva, la Cassazione avrebbe precedentemente ritenuto insussistente la prova di un errore manutentivo, nonostante le consulenze della Procura indicassero come possibili cause:
Un errato serraggio dei componenti.
L'utilizzo di perni non conformi.
La prova della registrazione ambientale
Un punto critico del ricorso riguarda una registrazione audio ambientale mai sottoposta a perizia. In tale audio, gli interlocutori farebbero riferimento a un controllo dei perni effettuato da due meccanici poco prima del tragico viaggio. Per la difesa, la mancata analisi di questo reperto ha impedito di accertare un "fatto storico decisivo", fondamentale per ricostruire correttamente il nesso causale tra la condotta del Lametta e l'incidente.
Le altre questioni: Risarcimenti e Prescrizione
Il ricorso solleva inoltre due questioni di natura giuridica e procedurale:
Diniego delle attenuanti: A differenza degli altri imputati, a Lametta è stata negata l'attenuante del risarcimento del danno. La difesa contesta tale disparità, sottolineando che il massimale assicurativo del bus era stato "congelato" proprio per essere destinato alle vittime.
Prescrizione: Resta sul tavolo il tema della prescrizione del reato di omicidio colposo, un'eccezione sollevata non solo dai legali di Lametta ma anche dalle difese di Autostrade per l'Italia, coinvolta nel procedimento per le barriere protettive del viadotto.
"Chiediamo che la Corte riconosca gli errori denunciati e riesamini la posizione dell'imputato alla luce di fatti che sono stati ignorati o travisati," sostiene l'avvocato Pisani.
L'udienza del 13 aprile rappresenterà dunque un passaggio cruciale per definire se la verità processuale finora stabilita debba essere riscritta o confermata definitivamente.