Strade impraticabili: piena solidarietà a tutte le famiglie di Camporeale, Pianerottolo e Difesa Grande
Difesa Grande rappresenta un’area strategica che potrebbe assumere un ruolo sempre più centrale nello sviluppo economico e sociale del territorio. Tuttavia, questa prospettiva continua a essere compro...
Difesa Grande rappresenta un’area strategica che potrebbe assumere un ruolo sempre più centrale nello sviluppo economico e sociale del territorio. Tuttavia, questa prospettiva continua a essere compromessa da gravi difficoltà di collegamento, che da anni penalizzano residenti, agricoltori e imprese. Emblematica è la situazione della strada Campagnaro, che collega Difesa Grande attraverso la località di Pianerottolo; ma il problema è più ampio e riguarda l’intero sistema viario tra Ariano Irpino e il Foggiano. Chi vive e lavora in queste zone denuncia da tempo lo stato di degrado delle strade e, soprattutto, l’utilizzo poco coerente dei fondi di ristoro derivanti dal parco eolico. Tali risorse, generate dagli investimenti delle imprese nel settore delle energie rinnovabili, sono state in larga parte destinate all’illuminazione del centro urbano, mentre i collegamenti stradali – essenziali per la sicurezza, l’accessibilità e lo sviluppo economico – sono rimasti in secondo piano. Ciò nonostante, alcuni interventi infrastrutturali siano stati realizzati direttamente dai proprietari delle pale eoliche, a dimostrazione della volontà di contribuire concretamente al miglioramento del territorio. Tra questi imprenditori vi è Nino Apreda, che ha scelto di investire nell’energia rinnovabile con una visione chiara: sostenere la comunità locale e promuovere un modello di sviluppo equilibrato e duraturo. La sua posizione richiama l’attenzione sulla rigenerazione di Difesa Grande, sottolineando come non si tratti soltanto di un’area da preservare, ma di un territorio da rilanciare. Attraverso una visione di sviluppo integrato, la risorsa naturale del vento può trasformarsi in una leva strategica per la crescita locale, capace di coniugare la tutela della vocazione agricola con benefici concreti per cittadini, imprese e amministrazioni.
Le criticità infrastrutturali restano tuttavia un nodo irrisolto, particolarmente grave nella zona industriale di Difesa Grande, dove le condizioni della viabilità rappresentano un fattore di forte preoccupazione per gli imprenditori. Strade interpoderali sicure e percorribili non servono soltanto alla manutenzione delle turbine eoliche, ma migliorano in modo decisivo il lavoro quotidiano degli agricoltori, la sicurezza dei residenti e la fruibilità complessiva del territorio, incidendo direttamente sulla competitività e sull’attrattività dell’area. In questo contesto, dice Nino Apreda, esprimo piena solidarietà a Nicoletta Caraglia e a tutte le famiglie di Camporeale, Pianerottolo e Difesa Grande che vivono ogni giorno il disagio di una strada impraticabile. Garantire collegamenti sicuri non è un favore, ma un diritto fondamentale. È necessario che le istituzioni individuino al più presto le risorse necessarie e forniscano risposte concrete a una comunità che chiede dignità, sicurezza e attenzione costante, non soltanto in prossimità delle scadenze elettorali. Va inoltre ricordato che è stato proposto un progetto limitato a sole quattro macchine eoliche, collocate in un’area già antropizzata, con ristori economici espressamente destinati alla comunità locale. Risulta difficile comprendere come, per effetto di logiche populiste o del prevalere delle posizioni di pochi soggetti contrari – riconducibili a dinamiche di tipo NIMBY, riferite peraltro a una o due sole particelle – si finisca per sacrificare il bene comune, ostacolando concrete opportunità di sviluppo e impedendo l’attivazione di strumenti fondamentali per il rafforzamento dei servizi essenziali a beneficio dell’intero territorio. Difesa Grande può e deve diventare un polo di energia sostenibile e di crescita condivisa. Perché ciò avvenga, è indispensabile che i ristori del parco eolico siano utilizzati in modo coerente con le esigenze reali del territorio, a partire da infrastrutture viarie sicure ed efficienti: una condizione imprescindibile per trasformare una fragilità storica in una concreta occasione di futuro.