Stop alla continuità: servono volti nuovi per ripartire

Il fallimento della vecchia politica è sotto gli occhi di tutti: chi ha prodotto il nulla deve farsi da parte per una vera svolta nuova.

28 febbraio 2026 14:25
Stop alla continuità: servono volti nuovi per ripartire -
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Le recenti dichiarazioni dell’On. Gianfranco Rotondi sulla situazione politica di Avellino hanno toccato un nervo scoperto che vibra con forza in molte realtà locali. La richiesta è chiara, quasi un grido d’allarme: serve una figura nuova, una rottura netta con gli schemi del passato per evitare che il ristagno diventi una condizione irreversibile. È l’esigenza di una "ventata nuova" capace di spezzare una continuità amministrativa che, sotto gli occhi di tutti, ha prodotto un risultato inequivocabile: il nulla.

L’Erosione della "Vecchia Politica" e il Fallimento del Consociativismo

Il sentimento di stanchezza verso la politica tradizionale non è un vezzo dell'elettorato, ma la reazione fisiologica a un sistema che si è avvitato su se stesso. Quando la gestione diventa mera conservazione di equilibri interni, la città si ferma. Politicamente, il vuoto attuale è il prodotto di un immobilismo consociativo, dove il riciclo costante delle medesime classi dirigenti ha saturato ogni spazio di manovra, trasformando la pubblica amministrazione in una macchina che gira a vuoto.

In questo contesto, la "continuità", spesso venduta come sinonimo di stabilità, si è rivelata una gabbia. La mancanza di visione ha ridotto l’azione di governo a una gestione dell’ordinario che, nell'era del PNRR e delle sfide globali, equivale a una condanna all'irrilevanza.

Il Dovere di Fare un Passo Indietro

L’analisi politica non può prescindere da una constatazione etica: la politica è capacità di produrre cambiamento. Se dopo anni di governo il bilancio è fallimentare, la richiesta di rinnovamento non è più solo un auspicio, ma un atto di accusa.

Chi non ha saputo dare una svolta in tutti questi anni ha il dovere di farsi da parte. La permanenza prolungata nelle stanze dei bottoni senza risultati genera un’assuefazione al declino che la città non può più permettersi. Proporre oggi gli stessi volti e le stesse logiche che hanno causato lo stallo attuale significa mancare di rispetto alla comunità. Farsi da parte non è una sconfitta, ma un atto di dignità: il riconoscimento che un ciclo è concluso e che servono energie e linguaggi che la "vecchia guardia" non possiede più.

La Svolta Necessaria: Oltre il "Già Visto"

Solo attraverso una discontinuità reale è possibile ricostruire il legame di fiducia tra Palazzo e cittadinanza. La nuova figura invocata dovrà agire su tre direttrici fondamentali:

  • Competenze Tecniche: Per intercettare opportunità che la vecchia politica non sa più cogliere.

  • De-personalizzazione del potere: Spostando l'accento dai nomi ai programmi misurabili e trasparenti.

  • Coraggio di Osare: Per abbandonare le strade già battute che hanno portato al vicolo cieco attuale.

Il tempo degli alibi è scaduto. Chi è stato parte del problema per anni non può pretendere di essere la soluzione domani. La "ventata nuova" deve spazzare via le incrostazioni di un passato che si ostina a restare presente, restituendo ad Avellino la speranza di un futuro che non sia la semplice ripetizione del "nulla" che abbiamo oggi sotto gli occhi.

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