Stop ai funerali pubblici per il boss Pesacane: lo Stato non concede palcoscenici

I funerali del presunto esponente del clan vesuviano si terranno in forma privata su decisione della Questura, approvata dal prefetto di Napoli.

17 agosto 2026 10:06
Stop ai funerali pubblici per il boss Pesacane: lo Stato non concede palcoscenici -
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In una decisione che segna un confine netto tra il rispetto per il dolore familiare e la tutela della legalità, i funerali di Franchino Pesacane si terranno in forma privata. Il provvedimento, adottato dal Questore di Napoli nella serata di ieri, ha disposto lo stop alla cerimonia pubblica originariamente fissata per la mattinata di oggi a Boscoreale, nel Napoletano. Sulla vicenda, che ha riacceso i riflettori sulla presenza della criminalità organizzata nell'area vesuviana, si era registrato anche l'intervento dell'associazione Libera.

A dare pieno sostegno alla scelta dell'Autorità di pubblica sicurezza è il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha definito la decisione pienamente condivisibile. Secondo il prefetto, la misura risponde prima di tutto a precise esigenze di ordine e sicurezza pubblica, ma sottintende un principio istituzionale e sociale ben più profondo. In circostanze simili, la valutazione dello Stato non può limitarsi all'aspetto dell'ordine pubblico, ma deve considerare attentamente la funzione di esposizione, celebrazione o persino legittimazione sociale che un rito pubblico potrebbe assumere nei confronti di una figura storicamente riconducibile a contesti criminali fortemente radicati sul territorio.

La scelta di consentire lo svolgimento delle esequie esclusivamente in forma privata permette di bilanciare due aspetti fondamentali: garantisce il diritto costituzionale e umano dei familiari a vivere il proprio lutto e a dare una dignitosa sepoltura al congiunto, evitando però in maniera categorica che il rito funebre possa trasformarsi in un momento di aggregazione o di ostentazione pubblica.

È un principio chiaro: lo Stato tutela il dolore privato dei familiari, ma non può consentire che la morte diventi occasione di celebrazione pubblica di chi, durante la propria vita, ha scelto di collocarsi al di fuori della legalità e delle regole della convivenza civile.

Attraverso questo provvedimento, le istituzioni riaffermano con fermezza che gli spazi pubblici e le celebrazioni comunitarie non possono in alcun modo diventare uno strumento per glorificare o legittimare chi ha operato contro la legge, preservando al contempo il rispetto dovuto al dolore intimo della sfera familiare.

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