Sparò a un gattino facendogli perdere un occhio
Fatti che chiedono Giustizia per la “banalità del male” con cui sono stati commessi.
La mattina del 17 febbraio 2026 segna un momento spartiacque per i diritti degli animali in Italia. Mentre a Brindisi si apre l'udienza per il brutale ferimento del gatto Ombra, a centinaia di chilometri di distanza, nel tribunale di Siracusa, si cerca giustizia per Scream, ucciso a colpi di scopa. Due storie diverse unite da un unico filo conduttore: la "banalità del male" applicata a esseri viventi indifesi.
Il caso Ombra: un’esecuzione mancata
L'appuntamento giudiziario più atteso è quello davanti al Giudice Caputo (ruolo De Angelis) del Tribunale penale di Brindisi. Sul banco degli imputati siede un cinquantenne accusato di un gesto che ha sconvolto la comunità di Ostuni: l'aver sparato a bruciapelo, da un'auto in movimento, contro un gattino nero di nome Ombra.
Il proiettile ha colpito il piccolo felino al volto, devastandogli gli occhi e il cranio. Ombra è sopravvissuto, ma il prezzo della sua vita è la cecità totale.
"Un gesto di una crudeltà inaudita avvenuto in luogo pubblico," ha dichiarato l’avvocato Cristiano Ceriello, che rappresenta il Partito Animalista Italiano e l'associazione "Difesa Consumatori e Contribuenti". "Questo processo non riguarda solo un gatto, ma l'allarme sociale rappresentato da chi commette reati di tale violenza con estrema leggerezza."
In aula, a sostenere le ragioni delle parti civili ammesse nella scorsa udienza di dicembre, sarà presente l'avvocato Cristian Colella.
La contemporaneità del dolore: il caso Scream
Nelle stesse ore, il Tribunale di Siracusa affronta un altro orrore. Sotto processo una donna accusata dell'uccisione del gatto Scream, finito a colpi di scopa per motivi definiti "futili". Anche in questo procedimento, il Partito Animalista Italiano si è costituito parte civile, ribadendo la necessità di pene certe e severe per chi infierisce sugli animali.
Verso una nuova sensibilità giuridica
Questi procedimenti arrivano in un momento storico in cui la sensibilità pubblica e legislativa verso il benessere animale è ai massimi storici. Non si tratta più di casi isolati di "ordinaria follia", ma di battaglie legali che mirano a creare precedenti giurisprudenziali solidi.
La comunità animalista e i cittadini attendono ora i primi esiti dalle aule. La speranza è che il sacrificio di Scream e la sofferenza perpetua di Ombra servano a ribadire che la violenza non può e non deve restare impunita.