Sicurezza, Tolleranza Zero
Il 2026 si apre sotto il segno del "pugno duro". Dopo i violenti scontri di Torino e l’avvicinarsi dei riflettori olimpici di Milano-Cortina, il governo ha deciso di accelerare l'iter per il nuovo Pac...
Il 2026 si apre sotto il segno del "pugno duro". Dopo i violenti scontri di Torino e l’avvicinarsi dei riflettori olimpici di Milano-Cortina, il governo ha deciso di accelerare l'iter per il nuovo Pacchetto Sicurezza. Il Consiglio dei Ministri di domani, 4 febbraio, si appresta a varare un decreto legge d'urgenza che punta a riscrivere le regole dell'ordine pubblico in Italia. Tre i pilastri su cui poggia la riforma: una maggiore protezione legale per le divise, misure cautelari anticipate per i manifestanti violenti e il rafforzamento dei poteri prefettizi nelle città. La novità più attesa dai sindacati di polizia riguarda la protezione legale durante il servizio. L’obiettivo è interrompere il meccanismo che vede un agente finire automaticamente sotto indagine non appena utilizza la forza o le armi in contesti critici. La norma allo studio prevede un periodo di accertamenti preliminari (circa 7 giorni) prima che il PM possa procedere all'iscrizione formale nel registro degli indagati. Si punta a garantire che, in casi di evidente legittima difesa, l’agente non debba subire immediatamente i costi e lo stress di un procedimento penale.
2. Il nodo del fermo preventivo
È la misura che sta scaldando il dibattito politico e costituzionale. L’idea è quella di bloccare i "professionisti del disordine" prima ancora che scendano in piazza. Le forze dell'ordine potranno fermare per un massimo di 12 ore (con una spinta politica per arrivare a 24) chiunque venga trovato in possesso di caschi, mazze o materiale esplosivo nei pressi di zone sensibili, se il soggetto ha già precedenti per reati in manifestazioni pubbliche. Le opposizioni e alcuni giuristi parlano di "detenzione amministrativa" e sollevano dubbi sulla compatibilità con l'Articolo 13 della Costituzione, che tutela la libertà personale.
3. "Zone Rosse" e Daspo Urbano
Per combattere il degrado e la microcriminalità, il decreto potenzia il potere dei Prefetti. Sarà possibile istituire delle vere e proprie "Zone Rosse" urbane dove l'accesso sarà interdetto a chi è già stato condannato per spaccio o reati violenti. Il Daspo Urbano (Dacur) diventa così uno strumento più agile per allontanare i soggetti pericolosi dai centri storici e dai luoghi della "movida".
Le altre misure: dai coltelli ai genitori
Il pacchetto non guarda solo alle piazze, ma anche alla sicurezza quotidiana: stretta sulla vendita di coltelli e punte ai minorenni, anche per gli acquisti online. In arrivo sanzioni per i genitori di minori coinvolti in atti di vandalismo o bullismo di gruppo. Il contingente dell'operazione "Strade Sicure" salirà a 10.000 unità, con un presidio massiccio nelle stazioni ferroviarie.