Sicurezza lavoro: nel gennaio 2026 i decessi calano del 43%

L’Osservatorio Vega registra 34 vittime. Diminuiscono i casi in itinere, ma l’incidenza resta allarmante per over 65 e lavoratori stranieri.

A cura di Redazione
10 marzo 2026 15:57
Sicurezza lavoro: nel gennaio 2026 i decessi calano del 43% -
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Il nuovo anno porta con sé un segnale di speranza sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro. Secondo l'ultima indagine dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, il mese di gennaio 2026 ha registrato una netta flessione della mortalità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

I numeri del mese: un’inversione di tendenza

A gennaio 2026 le vittime totali sono state 34, contro le 60 dello scorso anno. Un decremento del 43,3% che l'Ingegner Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio, definisce come una "importante inversione di tendenza attesa da tempo", pur mantenendo la cautela necessaria: non è ancora il momento di dichiarare l'emergenza superata.

Il dettaglio dei decessi

Delle 34 vittime registrate:

  • 28 sono avvenute in occasione di lavoro (-18 rispetto al 2025).

  • 6 sono avvenute "in itinere", ovvero nel tragitto casa-lavoro (-8 rispetto al 2025).

La mappa del rischio: le zone calde

Nonostante il calo nazionale, l'incidenza (ovvero il numero di morti per milione di occupati) varia drasticamente tra le regioni. L'Osservatorio utilizza una colorazione basata sull'indice di incidenza medio (Im), che a gennaio è stato di 1,2.

Fascia di Rischio

Regioni Interessate

Zona Rossa (Incidenza > +25% media)

Liguria, Sicilia, Friuli-Venezia Giulia, Marche

Zona Arancione (Sopra la media)

Veneto, Lazio, Toscana

Zona Gialla (Sotto la media)

Campania, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna

Zona Bianca (Rischio minimo)

Puglia

La Lombardia detiene il triste primato per il maggior numero di vittime in termini assoluti (5), seguita da Liguria, Sicilia, Veneto e Lazio (3).

Identikit del rischio: età, genere e nazionalità

L'analisi dei dati permette di individuare le categorie più vulnerabili, confermando alcuni trend critici degli ultimi anni.

1. Il fattore età

I lavoratori più anziani restano i più esposti. La fascia over 65 registra l'incidenza più alta (2,6), seguita dai 55-64enni (2,3). In termini numerici, i lavoratori tra i 55 e i 64 anni sono i più colpiti (12 decessi su 28). Preoccupa anche il dato dei giovanissimi (15-24 anni) con un'incidenza di 1,7.

2. Lavoratori stranieri

Il rischio per chi non è cittadino italiano continua a essere sproporzionato: 2,4 morti ogni milione di occupati, contro l'1,0 degli italiani. Circa una vittima su quattro a gennaio era di nazionalità straniera.

3. Differenze di genere

Delle 34 vittime totali, 3 sono donne (2 in occasione di lavoro e 1 in itinere), un dato in calo rispetto alle 6 registrate a gennaio 2025.

Settori e giorni critici

Le Attività Manifatturiere e il comparto Trasporti e Magazzinaggio si confermano i settori più colpiti a inizio anno. Per quanto riguarda le denunce totali di infortunio (41.905, in lieve aumento), la classifica vede in testa la Manifattura, seguita da Sanità e Trasporti.

Curioso ma drammatico il dato sui giorni della settimana: il venerdì è stato il giorno più luttuoso (28,6% dei casi), seguito dal mercoledì (25%).

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