Sfiducia Taburno, il TAR dice sì: Diglio nuovo presidente
Comunità Montana del Taburno: Il TAR conferma la legittimità della sfiducia. Vittoria per "Noi di Centro"
Il braccio di ferro legale sulla presidenza della Comunità Montana del Taburno giunge a un punto di svolta. Con una sentenza pubblicata questa mattina, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ha respinto il ricorso che mirava ad annullare la nomina del commissario ad acta, sancendo la piena legittimità della sfiducia costruttiva che ha portato alla designazione di Stefano Diglio come nuovo presidente.
La decisione dei giudici: Regole e Algebra
Secondo quanto riportato dai rappresentanti di Noi di Centro (NdC) presso l'Ente montano, la via giudiziaria intentata per "sovvertire il dato politico" si è rivelata inefficace. La sentenza ha confermato che l'operato della Prefettura di Benevento è stato corretto e non ha violato né l'autonomia dell'Ente né le competenze regionali.
Un punto cruciale della sentenza riguarda la posizione del Sindaco di Vitulano. I giudici hanno stabilito che:
Il voto favorevole alla mozione è pienamente legittimo e computabile.
La firma apposta dal Sindaco sulla mozione configura una revoca della delega precedente, manifestando la volontà di esercitare personalmente le funzioni amministrative.
Il commento politico: "Ha vinto il buon senso"
I rappresentanti di NdC non hanno risparmiato critiche agli avversari politici, parlando di una vittoria della democrazia contro "l'ostinazione miope".
"Hanno vinto il buon senso e la politica, ha perduto la miope ostinazione a non tenere conto dell'algebra e delle regole democratiche. La via giudiziaria si è rivelata inefficace di fronte alla fondatezza del nostro atto."
Verso una nuova guida
Con il via libera del TAR, l'iter per il cambio della guardia entra nella fase operativa. L'obiettivo ora è la convocazione immediata del Consiglio generale per formalizzare il passaggio di consegne.
"Ora attendiamo che siano ristabilite le regole democratiche", concludono i rappresentanti di NdC, "affinché la maggioranza legittimata sul piano politico e amministrativo possa finalmente assumere la guida dell’Ente, come è sacrosanto".