Serranda distrutta poche ore dopo il taglio del nastro

Cornetteria nel mirino subito dopo l’inaugurazione: è il quarto attentato in pochi giorni. La DDA indaga sul racket delle festività.

14 marzo 2026 15:51
Serranda distrutta poche ore dopo il taglio del nastro -
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Non hanno atteso nemmeno ventiquattr'ore. Una cornetteria, inaugurata soltanto ieri sera, è stata l'ultimo bersaglio di una violenta strategia intimidatoria che sta scuotendo l’agro aversano. Nella notte, una bomba carta è esplosa davanti all’ingresso del locale, danneggiando pesantemente la serranda e distruggendo il clima di festa per il nuovo inizio dell'attività.

La scia di esplosioni e l'ombra del racket

L'episodio non è isolato. Si tratta del quarto attentato in pochi giorni tra Casapesenna, San Cipriano d’Aversa e Cesa. La dinamica e la tipologia di ordigno (realizzato con polvere pirica) sono identiche a quelle utilizzate a inizio marzo contro una pizzeria e in un vicolo residenziale.

L’ipotesi principale seguita dagli inquirenti è quella dell'estorsione camorristica. Con l'approssimarsi della Pasqua, i clan tornano a farsi sentire sul territorio per la riscossione del "pizzo", una pratica che storicamente si intensifica durante le festività.

Le indagini e il "faro" della DDA

Sull'intera vicenda ha acceso un faro la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli. I Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe hanno già acquisito i filmati della videosorveglianza: le immagini mostrano un uomo col volto coperto mentre piazza l’ordigno davanti alla cornetteria prima di dileguarsi.

Gli assetti criminali: la galassia dei Casalesi

Il territorio resta un terreno di scontro e pressione da parte delle storiche famiglie del cartello dei Casalesi. Nonostante i colpi inferti dallo Stato con arresti e pentimenti eccellenti, i riflettori degli investigatori restano puntati su:

  • Clan Schiavone e Bidognetti: nuclei storici ancora influenti.

  • Clan Mazzara (Cesa): in ascesa e legato agli Schiavone.

  • Famiglie Venosa, Iovine e Zagaria: che mantengono esponenti attivi tra San Cipriano e Casapesenna.

Il timore è che questi quattro episodi siano i tasselli di un'unica strategia coordinata per riaffermare il controllo criminale sul tessuto produttivo locale.

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