Sequestrato circuito abusivo di 2.000 metri quadri

Tre denunciati per abusivismo edilizio in area sottoposta a vincolo idrogeologico.

A cura di Redazione
10 marzo 2026 10:10
Sequestrato circuito abusivo di 2.000 metri quadri -
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Una vera e propria pista bituminata, sorta nel cuore di un’area agricola protetta senza alcun tipo di permesso. È quanto scoperto dai Carabinieri del Nucleo Forestale di Ariano Irpino, che, nell’ambito di un’operazione congiunta con l’Arma territoriale, hanno smantellato un’operazione di abusivismo edilizio in piena regola.

L’operazione e le irregolarità

L’attività investigativa è scaturita dai mirati controlli che l’Arma dei Carabinieri sta portando avanti in tutta la provincia per la prevenzione e la repressione dei reati ambientali. Al centro degli accertamenti un fondo agricolo dove i militari hanno rinvenuto una superficie bituminata di circa 2.000 metri quadrati, destinata verosimilmente a fungere da circuito o pista.

Le verifiche hanno confermato che l'opera era stata realizzata in totale assenza di titoli autorizzativi. L'aggravante principale riguarda la natura del terreno: l'area è infatti sottoposta a vincolo idrogeologico. In tali zone, ogni trasformazione del suolo necessita di autorizzazioni preventive stringenti per garantire la stabilità del territorio e la tutela paesaggistica.

I provvedimenti

Al termine degli accertamenti, tre persone sono state deferite in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino:

  • Il proprietario del fondo, un uomo del posto;

  • Due imprenditori coinvolti nella realizzazione dell'opera.

I tre dovranno rispondere, in concorso tra loro, del reato di abusivismo edilizio in area vincolata. Oltre alle denunce, i militari hanno proceduto al sequestro penale preventivo dell’intera area interessata dall’intervento abusivo.

Il dispositivo di controllo

L'intervento si inserisce nel più ampio piano di tutela del territorio predisposto dal Comando Provinciale dell'Arma. L'obiettivo è contrastare la cementificazione selvaggia e le trasformazioni non autorizzate che mettono a rischio l'equilibrio idrogeologico dell'Irpinia.

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