Sequestrati ad un imprenditore 2,2 milioni di euro in contanti
Denaro nascosto anche in un’azienda ittica di Mugnano: sequestrati 1,97 milioni di euro. Le indagini ipotizzano frodi fiscali, truffe aggravate ai danni dello Stato e riciclaggio.
Un patrimonio dal valore complessivo di oltre 17,6 milioni di euro è stato sottoposto a sequestro preventivo nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli su presunte frodi fiscali, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, riciclaggio e autoriciclaggio.
Il provvedimento, disposto dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura, è stato eseguito dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli nei confronti di 14 persone fisiche e giuridiche coinvolte, a vario titolo, nel procedimento.
Sequestrati 70 immobili, auto e beni di lusso
Il patrimonio sottoposto a sequestro comprende 70 fabbricati, tra appartamenti, box auto e ville in corso di costruzione, oltre a terreni, due autovetture, tre motocicli, quattro orologi di lusso e diversi monili in oro.
Il provvedimento ha riguardato anche quote societarie e disponibilità finanziarie presenti sui conti correnti intestati ai destinatari della misura cautelare.
Oltre 2,1 milioni di euro in contanti: quasi 2 milioni nascosti in un’azienda ittica
Nel corso delle perquisizioni eseguite contestualmente alle operazioni di sequestro, i finanzieri hanno rinvenuto denaro contante per un importo complessivo di 2.190.878 euro, ritenuto, secondo l’ipotesi accusatoria, parte dei proventi derivanti dai reati contestati.
La somma più consistente, pari a 1.973.380 euro, è stata scoperta in una società con sede a Mugnano di Napoli, attiva nel commercio all’ingrosso di prodotti ittici.
Il denaro era stato nascosto in diversi punti dei locali aziendali: in un soppalco sopra le celle frigorifere, all’interno di una cassettiera in un ufficio e in un armadietto dello spogliatoio.
Le attività di ricerca condotte dai militari hanno consentito di individuare le somme, nonostante le modalità con cui erano state occultate, e di procedere al loro sequestro. Ulteriore denaro è stato recuperato durante le perquisizioni effettuate presso altri immobili e attività commerciali interessati dall’operazione.
L’ipotesi investigativa: frodi fiscali e reinvestimento dei proventi illeciti
L’inchiesta avrebbe consentito di delineare, secondo la ricostruzione investigativa allo stato condivisa dal G.I.P., l’operatività di un presunto sodalizio criminale attivo nelle province di Napoli, Caserta, Avellino, Rimini e Milano.
Le attività contestate riguarderebbero presunte frodi fiscali nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti ittici, l’indebita acquisizione di finanziamenti bancari garantiti dallo Stato e il successivo reinvestimento dei proventi illeciti in attività commerciali e immobiliari.
Per le ipotesi di reato contestate, il giudice ha disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente, di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo superiore a 17,6 milioni di euro.
Indagini in corso, vale la presunzione di innocenza
Il sequestro costituisce una misura cautelare reale adottata nella fase delle indagini preliminari. Contro il provvedimento sono previsti i mezzi di impugnazione stabiliti dalla legge.
Le persone sottoposte a indagine sono da considerarsi presunte innocenti fino all’eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna.