Scambio di neonate alla Malzoni: la clinica risarcirà 114 mila euro

Il Tribunale di Avellino riconosce il grave danno psicologico a una delle madri dopo lo scambio di culle avvenuto nel 2017 alla Malzoni.

14 luglio 2026 16:40
Notizia verificata · Fonte: Redazione · Vedi fonti
Scambio di neonate alla Malzoni: la clinica risarcirà 114 mila euro -
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Nel 2017, presso la nota clinica Malzoni di Avellino, due bambine appena nate sono state scambiate a causa di una clamorosa svista nei braccialetti identificativi, spingendo oggi il locale Tribunale civile a condannare la struttura sanitaria al pagamento di circa 114 mila euro in favore di una delle madri coinvolte per il profondo trauma subito.

La vicenda ha inizio nelle ore successive al parto, quando un drammatico errore nelle fasi di vestizione e l'errata applicazione dei dispositivi di riconoscimento hanno incrociato i destini di due famiglie. Per circa tre giorni, entrambe le neomamme hanno allattato, cullato e accudito la figlia dell'altra, totalmente ignare del fatto che quella piccola creatura tra le loro braccia non fosse la propria.

Il clamoroso scambio è venuto alla luce soltanto in modo del tutto fortuito, tra le 48 e le 72 ore successive, durante una visita di controllo che ha spinto il personale a verificare i braccialetti. Da quel momento la direzione sanitaria ha avviato d'urgenza gli accertamenti genetici e il test del DNA ha confermato l'errore, permettendo finalmente il riaffido delle neonate ai rispettivi genitori biologici dopo ore di totale sgomento.

Sebbene l'inchiesta penale sia stata successivamente archiviata, la battaglia sul fronte civile è andata avanti per fare chiarezza sulle responsabilità organizzative della clinica. Il giudice Antonio Pasquariello ha così esaminato la condotta della struttura ospedaliera, evidenziando le gravi lacune nei protocolli di sicurezza interni che avrebbero dovuto impedire una simile e dolorosa svista.

La decisione del Tribunale rappresenta un importante precedente per la tutela del legame materno e della salute psicofisica, quantificando in via risarcitoria la sofferenza di una madre che ha dovuto elaborare lo shock di aver nutrito e amato, seppur per pochissimi giorni, la figlia di un'altra donna prima di poter finalmente riabbracciare la propria.

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Verificato il: 14 luglio 2026

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