Sannio, la Terra del Sangue "Domestico": Da Paupisi a Paduli, il Femminicidio è un Male che non si Ferma

Non c’è pace per il Sannio. A pochi mesi dall’orrore che ha sconvolto la comunità di Paupisi, la cronaca nera torna a scriversi con lo stesso inchiostro rosso: quello di una donna che lotta tra la vit...

02 febbraio 2026 17:34
Sannio, la Terra del Sangue "Domestico": Da Paupisi a Paduli, il Femminicidio è un Male che non si Ferma -
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Non c’è pace per il Sannio. A pochi mesi dall’orrore che ha sconvolto la comunità di Paupisi, la cronaca nera torna a scriversi con lo stesso inchiostro rosso: quello di una donna che lotta tra la vita e la morte per mano di chi diceva di amarla. A Paduli, un vigilante ha imbracciato il fucile per "risolvere" a colpi di piombo una separazione che non riusciva ad accettare. I fatti parlano di una ferocia lucida. L'uomo, una guardia giurata che per mestiere dovrebbe proteggere la legalità, ha rivolto l’arma contro la moglie. Mentre lei veniva trasportata d'urgenza al San Pio di Benevento in condizioni gravissime, per lui scattavano le manette. Impossibile non tracciare un parallelismo con quanto accaduto recentemente a Paupisi. Non sono "raptus" e non sono "delitti d'amore". Sono crimini di potere. È la negazione sistematica del diritto di una donna di dire "basta". Non bastano più le condoglianze o lo sdegno via social. La provincia di Benevento deve guardarsi allo specchio: la violenza di genere non è un fenomeno metropolitano o lontano, è qui, tra i nostri vicoli e le nostre campagne. Quello che è accaduto a Paduli, a pochi chilometri e a pochi mesi dal sangue di Paupisi, ha un nome preciso: fallimento. Fallimento di una società che vede ma non guarda, che sente le urla dietro le porte e si gira dall'altra parte, che continua a considerare la donna come un oggetto di proprietà da distruggere se "osa" riprendersi la propria vita. Ogni colpo di fucile esploso contro una moglie che se ne va è un proiettile conficcato nel cuore della nostra civiltà. Non bastano le fiaccolate quando il lenzuolo bianco è già stato steso. La sensibilizzazione deve farsi carne e ossa: nelle scuole, nei bar, nelle caserme, nelle case. Dobbiamo avere il coraggio di essere "scomodi", di denunciare il vicino che minaccia, di disarmare — non solo materialmente, ma culturalmente — chi confonde l'amore con il dominio. Perché se la prossima volta resteremo ancora una volta "sorpresi", saremo tutti complici di quel grilletto premuto. Il Sannio non può e non deve essere il teatro di una caccia all'uomo dove la preda è sempre la donna. Ora basta. Davvero.

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