Sannio Acque, l’opposizione attacca: dalla Corte dei Conti un’altra bocciatura
I consiglieri di Pd, Avs, Città Aperta e Civico 22 contestano il progetto della società mista per la gestione del servizio idrico: «Reti colabrodo, Gesesa e Alto Calore in difficoltà. Il Comune si fermi e riparta da zero»
o i consiglieri, le criticità riguarderebbero, tra gli altri aspetti, la consultazione pubblica, la valutazione economica dell'operazione, l'allocazione del rischio finanziario e gli equilibri tra socio pubblico e socio privato. La nuova pronuncia, a loro giudizio, renderebbe particolarmente problematica l'ipotesi di fare affidamento su future adesioni per raggiungere gli equilibri economico-finanziari necessari.
Da qui la richiesta di fermare l'attuale percorso. «L'ingresso del Comune di Benevento, così come di tutti gli altri 74 comuni sanniti, richiederebbe ora un aumento di capitale approvato dall'assemblea dei soci della Sannio Acque srl, una successiva compiuta ed autonoma valutazione di convenienza economica, sostenibilità e rischio da parte dell'Ente e poi un nuovo parere della Corte dei Conti», sostengono gli esponenti dell'opposizione. «Praticamente si riparte dal via».
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà del sistema idrico sannita. Sannio Acque è infatti destinata, nel progetto regionale, a diventare il gestore unico dell'ambito distrettuale sannita attraverso una società a prevalente capitale pubblico, con una quota privata prevista del 45%.
«Intanto sono state già occupate le poltrone e assegnati tutti gli incarichi per i prossimi anni, mentre le reti restano colabrodo e sia Gesesa che Alto Calore vivono un momento di profonda difficoltà», accusano i consiglieri.
L'opposizione rivendica inoltre di aver proposto nel corso degli anni alternative all'attuale modello, tra cui forme di azionariato diffuso e il confronto con soggetti pubblici considerati virtuosi.
La richiesta finale è rivolta direttamente al sindaco Clemente Mastella: «Chiediamo al Sindaco di fermarsi immediatamente e di prendere atto del fallimento di questo percorso, aprendo a un nuovo corso per il futuro del servizio idrico».
E annunciano una mobilitazione pubblica: «Sull'acqua siamo pronti a un'operazione verità scendendo in strada a raccontare ai cittadini quanto accaduto in questi anni».