Incendio di Airola, trovata diossina in un campione di erba da pascolo: scattano nuovi controlli
Come da noi anticipato ieri, nei controlli sulle possibili ricadute dell’incendio del 31 agosto è emersa una non conformità. Ora sotto esame terreno, latte e derivati degli animali
Un campione di erba da pascolo con una presenza di diossine oltre i parametri previsti. È questo il dato emerso dal monitoraggio avviato dopo l’incendio che lo scorso 31 agosto ha interessato il territorio di Airola e le aree circostanti. Un risultato che, come anticipato ieri, ha fatto scattare immediatamente ulteriori accertamenti per verificare l’eventuale coinvolgimento del terreno e delle produzioni di origine animale.
Sono complessivamente 54 i campioni già analizzati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, per un totale di 120 esami. Tra questi, uno solo è risultato non conforme nell’ambito della ricerca delle diossine: si tratta, appunto, di un campione di erba destinata al pascolo e quindi all’alimentazione degli animali, prelevato nel comune di Airola.
La non conformità ha determinato l’immediato avvio della procedura di approfondimento. ARPAC e ASL competente hanno effettuato il campionamento del terreno nell’area interessata, mentre sono stati prelevati anche latte degli animali e prodotti derivati. Tutti i campioni sono stati trasferiti all’IZSM e sono attualmente sottoposti ad analisi. I risultati sono attesi nei prossimi giorni.
Il quadro complessivo del monitoraggio comprende finora 36 analisi per la ricerca di diossine, 76 per i metalli e 8 per l’umidità. I controlli hanno interessato diverse matrici agroalimentari e ambientali: frutta e ortaggi, erba, erba medica, fieno e mais, oltre a latte, caciotta, uova e miele.
Il monitoraggio, intanto, prosegue. I campioni complessivamente pervenuti all’Istituto sono 75 e provengono da 15 Comuni delle province di Avellino, Benevento e Caserta: Avellino, Cervinara, Roccabascerana, Rotondi, San Martino Valle Caudina, Airola, Arpaia, Bonea, Bucciano, Forchia, Moiano, Montesarchio, Paolisi, Maddaloni e San Felice a Cancello.
La selezione dei punti di prelievo è stata effettuata anche sulla base delle mappe SmokeTracer, utilizzate per ricostruire la possibile dispersione dei fumi prodotti dall’incendio e individuare le aree sulle quali concentrare le verifiche.
L’obiettivo è definire un quadro il più possibile completo e aggiornato delle eventuali ricadute dell’incendio su ambiente, terreni, foraggi, animali e produzioni agroalimentari.
«I risultati ci consentono di avere un quadro chiaro sui danni arrecati dall’incendio sui terreni, sui foraggi, sugli animali e sulle loro produzioni», ha dichiarato l’assessora alla Protezione Civile e tutela degli animali Fiorella Zabatta. «Continueremo su questa strada insieme all’Istituto Zooprofilattico, alle Asl e all’ARPAC. Fin dalle prime ore la Regione Campania ha infatti scelto la strada del coordinamento tra tutti i soggetti competenti, proprio per la dimensione sovraprovinciale dell’evento».
Zabatta ha quindi ricordato il raccordo promosso tra le tre Prefetture interessate, i Comuni coinvolti e le strutture regionali, sottolineando come il coordinamento abbia consentito di disporre di dati «capillari e condivisi» e di intervenire laddove siano necessari ulteriori approfondimenti.
Per il momento, dunque, l’unica non conformità riscontrata riguarda il campione di erba da pascolo di Airola. Saranno ora gli esami sul terreno, sul latte e sui prodotti derivati a chiarire se la presenza di diossine abbia avuto ulteriori ricadute sulla catena alimentare animale.