Sannio Acque, Forgione rassicura: "Il percorso non si ferma"
Il coordinatore EIC: «Il ritiro della gara regionale non incide sulla società mista. Il modello a maggioranza pubblica tutela i cittadini».
Il dibattito sulla gestione dell'acqua in Campania si arricchisce di un nuovo capitolo dopo la recente decisione della Giunta Regionale di ritirare, in autotutela, la procedura per la selezione del socio privato relativo alla "grande adduzione". Un atto che ha sollevato interrogativi, ma che il coordinatore sannita dell'Eic, Pompilio Forgione, derubrica a passaggio che non intacca la strategia territoriale.
Sannio Acque: il percorso continua
Secondo Forgione, la costituzione di Sannio Acque procede spedita. La nuova società, deputata alla gestione della risorsa idrica locale, manterrà una maggioranza pubblica invalicabile. Questo assetto, spiega il coordinatore, rispecchia pienamente i valori di "bene comune" e "interesse pubblico" richiamati dal Presidente Fico, definendoli pilastri non negoziabili dell'azione amministrativa.
Il confronto tra modelli di gestione
Il cuore dell'intervento di Forgione risiede nella difesa del modello misto. Il coordinatore lancia un monito chiaro:
Sostenibilità economica: La gestione puramente pubblica, in altri contesti (come il Napoletano), ha mostrato limiti di tenuta finanziaria.
Efficienza industriale: Il partner privato apporta competenze e solidità necessarie a evitare il collasso dei conti.
Esempio Alto Calore: Forgione cita esplicitamente il caso di Alto Calore come esempio di gestione pubblica che ha portato a "scelte dolorose", tra cui l'inevitabile aumento delle tariffe per coprire i disavanzi.
Conclusioni
La gara regionale per l'aggiudicazione è ormai in fase conclusiva. Per l'Eic Sannio, la strada intrapresa è l'unica in grado di garantire un equilibrio tra la natura etica dell'acqua e la necessità di gestire un'infrastruttura complessa senza gravare eccessivamente sulle tasche degli utenti.