Sanità privata: Prestazioni a rischio stop, strutture al baratro

Il consigliere di Forza Italia Petitto attacca la giunta Fico per i ritardi nei pagamenti e tariffe ferme dal 2012: a rischio tremila impieghi.

25 giugno 2026 17:43
Notizia verificata · Fonte: UfficioStampa · Vedi fonti
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La sanità privata accreditata in Campania si trova a un passo dal baratro istituzionale ed economico, una crisi drammatica certificata dall’assemblea straordinaria dell’Aiop regionale che mette in serio pericolo circa tremila posti di lavoro. Il consigliere regionale di Forza Italia, Livio Petitto, ha denunciato pubblicamente in queste ore a Napoli la paralisi del settore, causata dal mancato sblocco dei budget per l'anno in corso e da crediti milionari non ancora liquidati dalle Asl. L'esponente dell'opposizione ha annunciato una dura interrogazione urgente per costringere la nuova amministrazione a invertire la rotta ed evitare il blocco totale delle attività assistenziali.

Le cifre della crisi evidenziano un paradosso strutturale non più sostenibile, poiché questa rete fondamentale garantisce circa il trenta per cento delle prestazioni ospedaliere regionali usufruendo di appena il quattordici per cento delle risorse complessive. Con oltre diecimila operatori e seimila posti letto, il comparto si ritrova a gestire servizi essenziali e di emergenza con tariffe ferme al lontano 2012. A questo immobilismo si aggiunge il peso insostenibile di oltre trentacinque milioni di euro che le aziende sanitarie locali devono ancora liquidare per le prestazioni regolarmente erogate nel corso del 2025.

In questo scenario di asfissia finanziaria e amministrativa, l'inizio della nuova consiliatura guidata dal Presidente Fico sembra muoversi in perfetta continuità con i guasti del passato. Secondo Petitto, le speranze di una netta discontinuità rispetto alla precedente gestione di Vincenzo De Luca sono svanite di fronte a un identico disinteresse per il comparto. L'assenza di provvedimenti urgenti e il protrarsi dell'accanimento burocratico rischiano ora di spingere le strutture accreditate verso misure straordinarie di contenimento, che potrebbero tradursi nella sospensione parziale o totale delle cure.

Il prezzo più alto di questo stallo politico viene pagato ancora una volta dalle aree interne della regione, con particolare riferimento alla provincia di Avellino. Presidi storici ed eccellenze della medicina meridionale come la Clinica Montevergine, la Malzoni, la Santa Rita, Villa dei Pini e Villa Esther subiscono una penalizzazione costante nonostante l'altissima specializzazione dei loro reparti. Il rischio concreto è lo scarico immediato dei disagi sugli utenti, costretti a riprendere i drammatici viaggi della speranza verso altre regioni per ricevere assistenza.

L'affondo finale del consigliere di Forza Italia delinea i punti chiave della battaglia legislativa che attende la giunta regionale nei prossimi giorni. L'interrogazione urgente richiederà risposte immediate sull'adeguamento tariffario atteso da quattordici anni, sullo sblocco definitivo del budget per l'anno corrente e sul pieno riconoscimento delle prestazioni extra-tetto. L'opposizione promette di erigere un muro invalicabile in aula qualora l'attuale presidenza decida di proseguire sulla linea fallimentare degli anni scorsi, a tutela del diritto alla salute di tutti i cittadini campani.

Fact Check

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Verificato il: 25 giugno 2026

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