Sanità, la Valle Caudina resta fuori dal coordinamento dei sindaci dell’Asl Av

Assemblea ad Avellino, il sindaco di Cervinara e altri primi cittadini di centrodestra lasciano i lavori. Del Grosso rilancia la Casa di Comunità e chiede assistenza per i bambini con disabilità

07 settembre 2026 15:28
Sanità, la Valle Caudina resta fuori dal coordinamento dei sindaci dell’Asl Av -
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La Valle Caudina irpina resta ancora una volta senza un proprio rappresentante nel coordinamento dei sindaci dei Comuni dell’Asl Av. È quanto emerso questa mattina ad Avellino, nel corso dell’assemblea dei primi cittadini convocata per l’elezione del nuovo coordinamento.

Una situazione che riaccende le polemiche sulla marginalità della Valle Caudina nelle scelte che riguardano il territorio e, in particolare, la sanità. Il sindaco di Cervinara Filuccio Tangredi, insieme ad altri primi cittadini dell’area di centrodestra, ha lasciato l’assemblea, quando hanno capito che ormai i giochi erano già fatti. Il numero legale, tuttavia, è rimasto garantito e si è quindi proceduto regolarmente all’elezione del coordinamento.

Nel corso dell’incontro non sono mancati gli interventi sui problemi che riguardano più direttamente la Valle Caudina. Tra questi quello del sindaco di Roccabascerana, Roberto Del Grosso, che ha rilanciato la necessità di realizzare una Casa di Comunità in Valle Caudina, considerata una struttura fondamentale per rafforzare l’assistenza sanitaria territoriale e ridurre le difficoltà per i cittadini costretti a rivolgersi a strutture più lontane.

Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Avellino Nello Pizza, che ha ricordato le proprie origini caudine e assicurato che la richiesta sarà portata all’attenzione degli organismi competenti.

Del Grosso ha inoltre posto l’accento su un'altra criticità, quella relativa all'assistenza ai bambini che necessitano di servizi specialistici, tra cui i minori con autismo e altre forme di disabilità.

Secondo quanto evidenziato dal sindaco di Roccabascerana, diversi bambini della Valle Caudina non riescono ad accedere ai servizi del centro specializzato di Montesarchio a causa del superamento della soglia del 20%. Una situazione che costringe le famiglie a rivolgersi a strutture di Sant’Agata de’ Goti o ad altri centri della provincia di Avellino, con inevitabili disagi organizzativi e personali.

Da qui la richiesta avanzata da Del Grosso di abolire la soglia e rendere il servizio del centro di Montesarchio accessibile a tutti i bambini che ne hanno necessità, indipendentemente dalla provenienza territoriale.

Due questioni, dunque, Casa di Comunità e assistenza specialistica ai minori, che riportano al centro il tema della sanità nella Valle Caudina. Un territorio che, nonostante le esigenze e le richieste avanzate dai suoi amministratori, si ritrova ancora una volta senza una rappresentanza diretta nel coordinamento dei sindaci dell’Asl Av.

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