Sanità, il paradosso della Valle Caudina irpina: i fondi PNRR sfumano tra i campanili

Rotondi e Roccabascerana possedevano entrambi lo stabile adatto, ma il mancato accordo sulla sede ha impedito l'invio della richiesta di finanziamento, condannando il territorio.

31 marzo 2026 18:40
Sanità, il paradosso della Valle Caudina irpina: i fondi PNRR sfumano tra i campanili -
Condividi

Esiste un’Irpinia che corre verso il futuro della medicina territoriale e un’altra che resta ostaggio di logiche di confine. È il caso della Valle Caudina irpina, dove il treno dei finanziamenti PNRR per le Case di Comunità è passato senza che nessuno, tra i palazzi municipali, avesse il coraggio di staccare il biglietto.

Mentre l’Asl di Avellino potenzia la rete sanitaria in altri distretti, il quadrilatero composto da Cervinara, Rotondi, San Martino Valle Caudina e Roccabascerana si ritrova a fare i conti con un fallimento amministrativo che peserà drammaticamente sulla pelle dei cittadini più fragili.

Un’occasione sprecata: il paradosso degli stabili

La finestra temporale del 2022 era l'ultima chiamata per intercettare i fondi europei destinati alla sanità di prossimità. La Valle Caudina irpina partiva paradossalmente da una posizione di vantaggio: sia il comune di Rotondi che quello di Roccabascerana possedevano immobili idonei e pronti per essere trasformati in Case di Comunità.

Tuttavia, proprio questa abbondanza di soluzioni si è trasformata in un limite insormontabile: Il braccio di ferro: Invece di convergere su una scelta strategica unica per il bene del quadrilatero, i due centri non hanno trovato l'intesa su quale dei due stabili dovesse ospitare il presidio sanitario. La paralisi burocratica: A causa di questo stallo politico, non si è proceduto con la necessaria richiesta di finanziamento all'ASL e alla Regione. Il risultato: Mentre le altre aree irpine inviavano progetti, la Valle Caudina restava a guardare. Senza una domanda ufficiale, i fondi sono stati dirottati altrove.

Il muro dei campanili

È amaro constatare come la tanto declamata "unità della Valle Caudina irpina" si sgretoli puntualmente di fronte alla gestione dei servizi. In un territorio geograficamente omogeneo, la salute è diventata motivo di contesa territoriale invece che obiettivo comune.

Non si è stati capaci di capire che una Casa di Comunità, ovunque fosse stata ubicata tra Rotondi e Roccabascerana, sarebbe stata un bene per l'intero bacino, inclusi i cittadini di Cervinara e San Martino. Invece di una visione d'insieme, si è preferito non decidere, lasciando che il tempo scadesse inesorabilmente.

Cittadini di "Serie B" per scelta politica

A pagare il prezzo di questa miopia non sono gli amministratori, ma i cittadini della Valle Caudina irpina. In un'area che soffre storicamente per i collegamenti difficoltosi con il capoluogo, perdere un presidio H24 significa: Spostamenti chilometrici per medicazioni o visite che potevano essere svolte a pochi minuti da casa. Solitudine dei malati cronici che non avranno il supporto degli infermieri di famiglia promessi dal nuovo modello ASL. Carico eccessivo sui pronto soccorso provinciali per codici bianchi che potevano essere risolti nel territorio.

La Valle Caudina irpina merita di più di una classe dirigente incapace di superare un civico o un confine. Avere lo stabile e non chiedere il finanziamento è un peccato originale che i cittadini pagheranno ogni volta che dovranno mettersi in viaggio per una visita medica. Se nel 2022 si è perso il treno della salute, oggi resta solo l'amarezza di un territorio che resta indietro per scelta propria.

Segui Informazione Sei