Sangue a Napoli, 32enne ucciso in scooter: la città sprofonda nella paura
Un agguato a piazza Sant’Anna a Capuana riaccende l'emergenza criminalità, mentre mercoledì è previsto l'arrivo del ministro Piantedosi.
Nella notte tra venerdì e sabato, intorno all'una, un uomo di 32 anni di nome Alessandro Grivano è stato ucciso con un colpo di pistola a Napoli, in piazza Sant'Anna a Capuana, mentre si trovava a bordo del suo scooter. La vittima, nota alle forze dell'ordine per piccoli precedenti ma apparentemente non legata ai cartelli camorristici locali, è stata sorpresa a poca distanza dalla stazione ferroviaria centrale di piazza Garibaldi. Sul caso sta indagando la Squadra Mobile della questura partenopea, che al momento non esclude alcuna pista e sta scandagliando a fondo anche la vita privata dell'uomo per dare una direzione precisa alle indagini.
L'omicidio si inserisce in un clima di fortissima tensione che sta avvolgendo il centro storico del capoluogo campano, scosso da una spirale di violenza che sembra non avere fine. Appena ventiquattr'ore prima del delitto, gli abitanti si erano riversati in piazzetta Montesanto per un flash mob simbolico, invocando a gran voce la presenza delle istituzioni per arginare un'escalation criminale sempre più sfacciata. L'iniziativa popolare era nata come reazione indignata a una violentissima rissa stradale culminata con una sparatoria, un episodio inquietante che ha visto persino un uomo impugnare un kalashnikov tra la folla, scatenando il panico generale e lasciando una ferita profonda nella comunità locale.
La risposta della politica e delle istituzioni non si farà attendere, almeno sul piano formale e strategico. Per mercoledì prossimo è infatti già stata programmata in prefettura una riunione straordinaria del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico. Il vertice sarà presieduto direttamente dal ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, chiamato a dare risposte concrete a una città che chiede a gran voce presidio del territorio e interventi strutturali per disarmare le strade e restituire la necessaria serenità ai residenti.
Resta da capire se i due eventi, la sparatoria di Montesanto e l'esecuzione di piazza Sant'Anna a Capuana, siano tragicamente collegati da un unico filo conduttore o se rappresentino lo specchio di una criminalità diffusa e fuori controllo. Le forze dell'ordine stanno raccogliendo le testimonianze e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire l'esatta dinamica della sparatoria notturna. Napoli si interroga sul proprio futuro immediato, divisa tra la paura del presente e la speranza che lo Stato riesca finalmente a far sentire la propria voce in modo autorevole e definitivo.
Fact Check
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Verificato il: 04 luglio 2026