San Pio, concorso deserto: serve un piano shock per i medici di frontiera
L'allarme del consigliere Fernando Errico dopo il flop del bando a Benevento: «Turni massacranti e pochi incentivi, così il sistema crolla»
Il fallimento dell'ultimo concorso a tempo indeterminato bandito dall'Azienda Ospedaliera San Pio di Benevento, che metteva a disposizione sette posti per medici di Medicina d’Emergenza-Urgenza, riaccende i riflettori sulla crisi profonda che sta investendo la sanità pubblica campana nel giugno del 2026. Nonostante le iniziali manifestazioni d'interesse e le iscrizioni regolarmente registrate, nessuno dei candidati si è presentato alle prove selettive, lasciando i reparti di prima linea scoperti e costringendo le istituzioni locali a fare i conti con una carenza di personale che rischia di compromettere la tempestività delle cure e il diritto costituzionale alla salute dei cittadini del Sannio.
La desertificazione dei bandi per il pronto soccorso non è più un episodio isolato ma rappresenta una criticità strutturale che sta logorando l'intero sistema sanitario regionale e nazionale, rendendo la trincea dell'emergenza-urgenza una scelta sempre meno ambita dai giovani professionisti. Turni di lavoro massacranti, un carico di responsabilità penali e civili enorme e un livello di burnout (esaurimento da stress professionale) ormai fuori controllo spingono i medici a fuggire verso il settore privato o verso specializzazioni dai ritmi decisamente più sostenibili. Senza una netta inversione di tendenza, il rischio concreto è il collasso progressivo delle strutture di accoglienza e un drammatico allungamento dei tempi di intervento per i codici più critici.
Di fronte a questo scenario critico, il consigliere regionale Fernando Errico ha invocato l'adozione immediata di misure straordinarie e non più rimandabili per restituire attrattività a una branca fondamentale della medicina pubblica. Secondo Errico, è indispensabile mettere in campo incentivi economici specifici e consistenti, strutturare percorsi di reale valorizzazione professionale e garantire un radicale miglioramento delle condizioni di lavoro quotidiane all'interno dei nosocomi, elementi chiave senza i quali nessun bando di assunzione potrà mai trovare una risposta positiva da parte dei professionisti della salute.
Per trasformare le buone intenzioni in soluzioni concrete e durature, il consigliere si è già attivato chiedendo un'audizione urgente alla presidenza della Commissione Sanità del Consiglio regionale, con l'obiettivo di aprire un tavolo di confronto permanente. Questa cabina di regia dovrà necessariamente vedere la partecipazione attiva della Regione, delle aziende sanitarie, del mondo universitario e del Governo centrale, uniti nello sforzo comune di analizzare le cause profonde della diserzione concorsuale e di varare un piano d'azione tempestivo per blindare gli organici e mettere in sicurezza i servizi di emergenza sul territorio.
Fact Check
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Verificato il: 24 giugno 2026