San Martino V.C., critiche alla “Cena in Bianco”: minacce e auto danneggiata

In una nota Massimo Palumbo denuncia telefonate minacciose e una fiancata sfregiata dopo alcuni post su Facebook e critica il silenzio dell’amministrazione.

30 agosto 2026 11:43
San Martino V.C., critiche alla “Cena in Bianco”: minacce e auto danneggiata -
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È polemica a San Martino Valle Caudina dopo la “Cena in Bianco” organizzata venerdì 28 agosto in piazza XX Settembre. A intervenire sulla vicenda è Massimo Palumbo, autore di una nota nella quale denuncia una serie di episodi che, a suo dire, sarebbero avvenuti dopo alcuni commenti critici pubblicati sui social.

La discussione, racconta Palumbo, sarebbe nata da un post pubblicato su Facebook in occasione della manifestazione. Da quel momento, secondo quanto riportato nella nota, i toni tra alcuni utenti si sarebbero progressivamente inaspriti, fino a sfociare in «odio, falsità e insinuazioni senza fondamento».

La situazione sarebbe poi ulteriormente degenerata nella serata di sabato 29 agosto. Intorno alle 22, Palumbo riferisce di aver ricevuto una telefonata dai contenuti che definisce oltraggiosi e minacciosi, dopo aver difeso i propri figli da quelli che considera commenti falsi e pretestuosi pubblicati da alcuni utenti.

L'auto danneggiata

Nella nota viene inoltre denunciato un secondo episodio. Durante la manifestazione di venerdì 28 agosto, la fiancata dell’auto di un noto cittadino, parcheggiata nei pressi della piazza, sarebbe stata sfregiata con un chiodo.

Anche in questo caso Palumbo collega l'episodio a un post critico pubblicato su Facebook nella serata. Si tratta di un collegamento contenuto nella denuncia e che, eventualmente, dovrà essere verificato attraverso gli accertamenti necessari.

«Tutto questo è inaudito!», scrive Palumbo nella nota, contestando il clima che si sarebbe creato intorno alle critiche espresse sui social e all'operato dell'amministrazione comunale.

Nel mirino finisce anche il silenzio dell'amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Pisano. Palumbo lamenta infatti l'assenza, da parte del Comune, di una condanna o di una presa di posizione pubblica sui gravi episodi da lui denunciati, avvenuti a margine della manifestazione.

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