Saldi al via, atteso un giro d'affari da 5-6 miliardi
Con l'anno nuovo arriva anche il tradizionale appuntamento con i saldi. A fare d'apripista della stagione invernale degli acquisti a prezzi scontati è la Valle d'Aosta, che inizia il 2 gennaio, seguit...
Con l'anno nuovo arriva anche il tradizionale appuntamento con i saldi. A fare d'apripista della stagione invernale degli acquisti a prezzi scontati è la Valle d'Aosta, che inizia il 2 gennaio, seguita sabato da tutte le altre regioni. L'appuntamento è fortemente atteso dal settore del commercio, che spera in un rilancio dei consumi, con un giro d'affari stimato intorno ai 5-6 miliardi. Gli italiani si dicono interessati, anche se uno su due è pronto ad aprire il portafogli solo di fronte al vero affare. Saranno 16 milioni, secondo le stime dell'Ufficio Studi Confcommercio, le famiglie che si dedicheranno allo shopping scontato: ogni persona spenderà circa 137 euro (303 euro a famiglia), per un giro di affari di 4,9 miliardi di euro. Gli incassi potrebbero arrivare fino a 6 miliardi, stima invece Confesercenti, che in un sondaggio condotto da Ipsos, traccia il sentiment degli italiani. Il 92% è interessato ad approfittare degli sconti, ma non è detto che questo si tradurrà in un acquisto vero e proprio: prevale infatti la ricerca dell'occasione, con il 40% degli intervistati che ha già deciso cosa comprare (e 2 milioni di persone già lo hanno fatto in pre-saldo), ma più di uno su due (il 53%) che concluderà l'acquisto solo se troverà l'offerta giusta. Il negozio fisico resta la prima scelta, con l'87% degli interessati ai saldi che progetta di acquistarvi almeno un prodotto; ma l'online - evidenzia l'indagine - è ormai una seconda gamba strutturale, con il 54% che comprerà anche sul web. "I saldi invernali restano un appuntamento centrale per imprese e consumatori. E' però evidente che i consumi non hanno ancora quella forza e quella continuità che auspichiamo", osserva Confesercenti, che avverte: "è necessario tutelare i saldi e rivedere le regole sulle promozioni", dal momento che "tra anticipazioni e formule di pre-saldo il rischio è di svuotare l'evento e penalizzare chi rispetta le norme, mettendo in difficoltà il pluralismo della rete commerciale".