Ritenuto assassino, condannato a anni 20 di reclusione, rimesso in libertà.

Dopo che solo pochi giorni orsono la Suprema Corte di Cassazione aveva per l’ennesima volta ritenute pregevoli gli argomenti giuridici scritti dall’avvocato Dario Vannetiello e, conseguentemente, deci...

03 maggio 2021 16:16
Ritenuto assassino, condannato a anni 20 di reclusione, rimesso in libertà. -
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Dopo che solo pochi giorni orsono la Suprema Corte di Cassazione aveva per l’ennesima volta ritenute pregevoli gli argomenti giuridici scritti dall’avvocato Dario Vannetiello e, conseguentemente, deciso che il processo a carico di Giorgio Di Bartolomeo era ancora una volta da rifare in appello, la Corte di assise di appello di Napoli – terza sezione - ha emesso un ulteriore provvedimento favorevole alla difesa. Infatti, l’accusato è stato rimesso in libertà, in accoglimento dell’articolata istanza senza indugio depositata dal penalista, ove mediante un meticoloso richiamo ai precedenti di legittimità assunti sul tema, era stata invocata la decorrenza dei termini di custodia cautelare. E cosicchè, seppur rivive e per ora resiste la condanna ad anni 20 di reclusione per l’omicidio di Carlo Polese, maturato nella faida tra il clan Ascione e quello dei Birra, pena inflitta il 14.12.16 dal Giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Napoli – dott.ssa Francesca Ferri–, la Corte partenopea ha dovuto prendere atto della fondatezza dei rilievi formali tracciati dal cassazionista Dario
Vannetiello. Nei processi per omicidio sono molto rari i casi di scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia di riferimento; ma, nel caso di cui si discorre si è giunti a superare il termine di durata del procedimento previsto dalla legge in quanto la Corte di Cassazione già in precedenza aveva annullato la sentenza di condanna emessa da altra sezione della Corte di assise di appello. Cavilli e finezze giuridiche condivise dai giudici di legittimità hanno prodotto e creato una situazione eccezionale, mai verificatasi : si dovrà procedere addirittura
per la terza volta al processo di appello, onde stabilire se sono attendibili quei tredici collaboratori di giustizia che hanno riferito che a sparare e uccidere Carlo Polese fu proprio Di Bartolomeo. Proprio grazie ai plurimi annullamenti stabiliti in favore di Di Bartolomeo, dopo un lungo periodo di detenzione nelle patrie galere, costui lascia la casa circondariale ove da anni trovavasi ristretto, seppur sarà sottoposto, come per legge, a misure non custodiali quali l’obbligo di dimora, avendo l’Autorità Giudiziaria rilevato sia la efferatezza dell’omicidio, sia la elevata pena inflitta in primo grado, sia che l’associazione criminale di appartenenza, il clan Ascione, è ancora attiva sul territorio di Ercolano e zone limitrofe.
Ai clamorosi plurimi annullamenti decisi nel corso degli anni in tale procedimento dalla Suprema Corte grazie alla certosina linea difensiva, quindi, si è aggiunta la altrettanto stupefacente scarcerazione del ritenuto boss “vesuviano” per il gravissimo delitto di omicidio di camorra.

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