Rione Libertà: il declino di un simbolo e la sfida del futuro
La nota di Civico22 fotografa l’abbandono del quartiere più popoloso di Benevento, chiedendo una cabina di regia per uscire dal coma urbano.
Il movimento politico Civico22 ha acceso i riflettori sulle criticità del rione Libertà di Benevento durante l'assemblea autoconvocata alcuni mesi fa presso la chiesa dell’Addolorata, dove i parroci, i sindacati e centinaia di residenti hanno tracciato la mappa del disagio locale. La nota diffusa dal coordinamento nasce dalla necessità impellente di denunziare la paralisi amministrativa e sociale che colpisce circa ventimila residenti, trasformando le strade di uno dei rioni storici della città in un territorio fragile, segnato da disservizi cronici e microcriminalità. Il dibattito ha messo in luce la frattura profonda tra la comunità e le istituzioni locali, evidenziando il bisogno immediato di un cambio di rotta nella gestione del territorio.
L'elenco dei disagi quotidiani descritto da Civico22 mostra una realtà complessa dove l'emergenza abitativa si incrocia con la carenza dei servizi essenziali per le fasce più deboli. Gli aumenti dei canoni nelle case popolari gravano su bilanci familiari già precari, mentre la mancanza di manutenzione ordinaria e l'assenza di ascensori costringono molti anziani a un isolamento forzato nei piani alti delle palazzine. A questo quadro si aggiunge lo smantellamento dei presidi sanitari dell'Asl e della guardia medica, la chiusura prolungata dell'ufficio anagrafe di via Piccinato e il progressivo ridimensionamento del Provveditorato agli Studi, tutti fattori che privano il rione di punti di riferimento fondamentali.
Il vuoto lasciato dalle istituzioni scolastiche, chiuse ormai da anni, produce effetti tangibili sulle nuove generazioni. I ragazzi del quartiere sono costretti a spostarsi in altre zone della città non solo per frequentare le lezioni, ma anche per le attività ricreative e il catechismo, spezzando quel legame identitario che storicamente univa i residenti al proprio territorio. Questa dispersione logistica indebolisce il tessuto commerciale locale, che vede soffrire anche le arterie stradali principali, aggravate da un trasporto pubblico inefficiente, dalla scarsa pulizia delle strade e da una gestione del verde urbano del tutto insufficiente.
Al declino strutturale si affianca una crescente emergenza sociale che si manifesta attraverso la diffusione della dipendenza dal gioco d’azzardo, episodi di microcriminalità, furti e spaccio di stupefacenti. Questa combinazione di fattori ha imposto una sorta di coprifuoco invisibile, che svuota le strade dopo il tramonto e alimenta un senso diffuso di insicurezza tra gli abitanti. La totale assenza degli enti di gestione come l'Acer, dell'Asl e della stessa amministrazione comunale agli incontri di quartiere testimonia il fallimento di un modello dirigista che rinuncia all'ascolto e alla concertazione con le forze produttive, l'università e le associazioni di categoria.
Il destino del rione Libertà si inserisce tuttavia in una crisi più ampia che investe l'intera città di Benevento, caratterizzata da una costante emorragia di giovani e da un progressivo invecchiamento demografico. Civico22 ribadisce che senza una visione d'insieme capace di attrarre investimenti e creare reali opportunità occupazionali, diventa impossibile restituire fiducia ai cittadini e frenare lo spopolamento. La ricostruzione del rione non richiede interventi isolati, ma una programmazione strategica e una cooperazione reale tra tutti gli attori istituzionali, rappresentando la principale responsabilità per la prossima amministrazione comunale.