Rifiuti nell’ex Ilas, il Comune di San Martino Valle Caudina risponde a Borrelli

L’Amministrazione di San Martino Valle Caudina replica all’interrogazione del deputato Francesco Emilio Borrelli e ricostruisce la vicenda.

11 settembre 2026 08:27
Rifiuti nell’ex Ilas, il Comune di San Martino Valle Caudina risponde a Borrelli -
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Fare chiarezza sulla vicenda dei rifiuti illecitamente smaltiti nell'area dell'ex Ilas, alla località Tagliata, e ricondurre la ricostruzione ai fatti documentati dagli atti ufficiali. È questo l'obiettivo della presa di posizione dell'Amministrazione comunale di San Martino Valle Caudina, intervenuta dopo l'interrogazione parlamentare presentata dal deputato Francesco Emilio Borrelli.

Il Comune ricostruisce le iniziative assunte dall'Ente e precisa ciò che, allo stato attuale, risulta dagli atti in suo possesso.

Il procedimento di Lecce

Agli atti dell'Amministrazione risulta un procedimento penale in materia di rifiuti avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce.

Dalle risultanze del procedimento emerge, secondo quanto riferito dal Comune, che i rifiuti smaltiti illecitamente nell'opificio ex Ilas provenivano dalla Regione Puglia.

Una volta appresa la notizia dello sversamento, l'Ente è intervenuto procedendo alla bonifica dell'area interessata. Oggi, sottolinea l'Amministrazione, il sito risulta libero da attività illecite.

Un intervento considerato prioritario alla luce della necessità di tutelare il territorio e la salute dei cittadini.

Il Comune parte civile

L'azione dell'Ente non si è però fermata alla bonifica.

Il Comune, rappresentato dall'avvocato Giovanni Adamo, si è costituito parte civile nel procedimento penale celebrato davanti al Tribunale di Lecce, assumendo una posizione a tutela degli interessi dell'Ente, del territorio e della comunità.

Il procedimento si è concluso con la condanna degli autori materiali dello sversamento.

Sono questi, per l'Amministrazione, gli elementi che testimoniano come la vicenda sia stata affrontata attraverso interventi concreti, sia sul piano ambientale sia su quello giudiziario.

Il nodo della Procura di Bari

Resta da chiarire, invece, la questione relativa alle notizie su un possibile procedimento della Procura della Repubblica di Bari.

Il Comune precisa che agli atti dell'Ente non risulta, al momento, alcuna notifica ufficiale relativa all'avvio di un'indagine che coinvolga il territorio di San Martino Valle Caudina.

L'Amministrazione non esclude quindi l'eventuale esistenza di un ulteriore filone investigativo, ma sottolinea di non averne ricevuto comunicazione formale.

Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, potrebbe trattarsi di un approfondimento collegato alla stessa vicenda dello smaltimento illecito nell'ex Ilas. Un'eventuale connessione, però, dovrà essere verificata attraverso gli atti dell'autorità giudiziaria.

Nel caso in cui emergesse formalmente un procedimento riguardante anche il territorio comunale, l'Ente fa sapere che provvederà, attraverso il proprio difensore, a valutare la costituzione di parte civile per tutelare gli interessi della comunità.

«La salute resta una priorità»

L'Amministrazione rivendica quindi la linea adottata sulla vicenda e respinge eventuali ricostruzioni che possano creare equivoci o sovrapporre fatti già accertati ad elementi ancora da verificare.

«Su questi temi non intendiamo fare propaganda, ma lavorare con serietà, nel rispetto delle istituzioni e avendo come unico riferimento l'interesse della collettività», è il messaggio dell'Ente.

La priorità, viene ribadito, resta la tutela della salute dei cittadini, dell'ambiente e della qualità della vita.

Una vicenda ancora da chiarire

La questione dell'ex Ilas resta dunque sotto i riflettori. Da una parte ci sono fatti già definiti: lo sversamento illecito, la successiva bonifica dell'area e il procedimento giudiziario di Lecce conclusosi con la condanna dei responsabili.

Dall'altra, rimane da verificare la natura e l'eventuale portata del filone investigativo attribuito alla Procura di Bari, sul quale il Comune, allo stato attuale, dichiara di non avere ricevuto comunicazioni ufficiali.

L'Amministrazione assicura infine che continuerà a vigilare sul territorio e ad adottare ogni iniziativa necessaria per difendere l'ambiente e la salute pubblica.

Una posizione che si riassume in tre parole: verità, chiarezza e responsabilità, considerate dall'Ente i presupposti indispensabili per affrontare una vicenda che continua a suscitare attenzione nella comunità di San Martino Valle Caudina.

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