Rifiuti, l’Ato Avellino conferma la gestione pubblica: Irpiniambiente dovrà cambiare.
L’Ato conferma il modello in house, ma chiede il riequilibrio dei conti e documenti certi. D’Alessio prepara le azioni legali
La gestione pubblica del ciclo integrato dei rifiuti resta l’obiettivo dell’Ato di Avellino, ma il futuro di Irpiniambiente passa necessariamente attraverso una riorganizzazione della società e una maggiore chiarezza sulla sua situazione economica e patrimoniale. È questa la linea emersa dall’assemblea dell’Ente d’Ambito, riunitasi eccezionalmente nella sala consiliare del Comune di Mercogliano, in una fase particolarmente delicata per il futuro del servizio in Irpinia.
L’incontro si è svolto alla vigilia dell’udienza davanti al Tar sui ricorsi presentati da Irpiniambiente contro le determinazioni dell’Ato relative ai Piani economico-finanziari e alla riduzione dei costi del servizio deliberata da numerosi Comuni. Una controversia che ha aperto un nuovo fronte di tensione tra la società provinciale e gli enti locali e che rischia di condizionare il percorso verso il trasferimento della gestione ai Comuni.
Il presidente dell’Ato, Vittorio D’Alessio, al termine dei lavori ha ribadito la volontà di proseguire sulla strada della gestione pubblica, precisando però che il percorso dovrà essere accompagnato da condizioni precise e da un quadro documentale completo. «Vogliamo andare avanti con la gestione pubblica, ma serve chiarezza», è il messaggio lanciato dal presidente, che ha annunciato anche la predisposizione di iniziative legali per ottenere la documentazione necessaria a fare piena luce sulla situazione della società.
Il nodo riguarda soprattutto il riassetto di Irpiniambiente e la definizione del perimetro delle attività da trasferire ai Comuni. Per arrivare all’affidamento del ciclo integrato dei rifiuti, infatti, sarà necessario individuare con precisione il ramo d’azienda interessato, distinguendolo dalle eventuali altre attività svolte dalla società, e disporre di dati economici e patrimoniali aggiornati. Un passaggio indispensabile anche per definire il valore delle quote e verificare la sostenibilità del nuovo modello gestionale.
L’Ato intende quindi acquisire tutti gli atti necessari, anche attraverso iniziative legali, mentre parallelamente prosegue il confronto con la Provincia. Proprio con l’amministrazione provinciale D’Alessio punta a costruire un asse istituzionale per individuare le soluzioni utili al riequilibrio economico e finanziario di Irpiniambiente. La società, se vuole ottenere l’affidamento, dovrà dunque affrontare un percorso di revisione del proprio assetto e fornire le garanzie richieste dall’Ente d’Ambito.
Sul tavolo resta anche il contenzioso relativo ai PEF. Irpiniambiente ha contestato i criteri utilizzati per la determinazione dei costi del servizio, con particolare riferimento ad alcune voci di spesa e al riconoscimento dei costi del personale. La società ritiene che le riduzioni operate dall’Ato non rappresentino correttamente gli oneri effettivamente sostenuti per garantire il servizio. Dall’altra parte, i Comuni hanno difeso la necessità di contenere i costi e di verificare la congruità delle somme richieste ai cittadini attraverso la tariffa.
L’Ente d’Ambito sta intanto raccogliendo le adesioni dei Comuni disponibili a costituirsi in giudizio per sostenere le proprie determinazioni davanti al Tar. L’obiettivo è presentare una posizione istituzionale condivisa e difendere le scelte compiute in materia di pianificazione economica e finanziaria del servizio.
La conferma della gestione pubblica rappresenta dunque un punto fermo, ma non significa un via libera automatico all’attuale configurazione di Irpiniambiente. Il modello in house individuato dall’Ato richiede infatti una società in equilibrio, un perimetro aziendale definito e condizioni economiche compatibili con l’affidamento del servizio.
Dall’assemblea di Mercogliano emerge quindi una doppia direzione: da una parte la volontà di non abbandonare la strada della gestione pubblica, dall’altra la richiesta di un cambio di passo da parte di Irpiniambiente. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il confronto con la Provincia porterà a un’intesa sul riequilibrio aziendale e se il contenzioso davanti alla giustizia amministrativa influirà sul percorso avviato.
In gioco non c’è soltanto il futuro societario di Irpiniambiente, ma l’intero assetto della gestione dei rifiuti in provincia di Avellino, con le ricadute sui bilanci comunali, sulle tariffe a carico dei cittadini e sulla continuità occupazionale dei lavoratori.