Rifiuti e abbandono sul Taburno, Italia Verde: «Servono controlli»

L’associazione denuncia rifiuti, auto sui prati e scarsa vigilanza: «Un Parco protetto non può essere lasciato a se stesso»

25 settembre 2026 11:22
Rifiuti e abbandono sul Taburno, Italia Verde: «Servono controlli» -
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La bellezza del Parco Regionale del Taburno-Camposauro convive con rifiuti abbandonati, auto fuori dalle aree consentite e una vigilanza che, secondo l’associazione Italia Verde, sarebbe ancora insufficiente. È quanto emerge da due sopralluoghi effettuati dai volontari sul versante del Taburno nelle prime ore della domenica.

A raccontare quanto riscontrato è Filomeno Bovino, presidente nazionale di Italia Verde, che ricorda una precedente iniziativa dell’associazione dedicata proprio alla sicurezza e alla vigilanza nelle aree naturali protette.

Durante il primo sopralluogo, effettuato all’inizio di settembre, i volontari hanno riferito di aver trovato numerosi rifiuti abbandonati in diversi punti del territorio. Alcuni cittadini, incontrando le guardie volontarie, avrebbero inoltre manifestato il proprio malcontento per le condizioni dell'area.

La situazione sarebbe stata nuovamente verificata quindici giorni dopo. Anche in questa occasione, secondo Italia Verde, sono stati rinvenuti numerosi sacchi di rifiuti, alcuni dei quali aperti dagli animali con conseguente dispersione dei materiali nell’ambiente.

Particolare attenzione è stata riservata alla posizione dei sacchi. L’associazione riferisce che diversi sarebbero stati depositati proprio sotto i cartelli dell’Ente Parco che vietano lo scarico dei rifiuti.

Criticità sarebbero state riscontrate anche in un pianoro dove, nonostante la presenza di divieti relativi allo scarico dei rifiuti, al transito dei veicoli e ad altre attività, i volontari avrebbero trovato rifiuti, automobili sui prati e persone impegnate in attività di bivacco.

Da qui l’appello di Bovino alle istituzioni competenti sulla necessità di rafforzare i controlli e la presenza sul territorio. L’associazione pone inoltre l’accento sulla possibilità, prevista dalla normativa, per gli enti parco di dotarsi di propri strumenti di sorveglianza.

Italia Verde evidenzia anche una differenza rispetto al versante di Vitulano, dove i volontari riferiscono di aver riscontrato una minore presenza di rifiuti e, in alcune aree, sistemi di delimitazione con reti destinati a impedire agli animali di disperdere i sacchi nell’ambiente. Secondo l’associazione, anche la presenza di automobili fuori dalle zone consentite sarebbe più contenuta.

Il confronto, sostiene Italia Verde, potrebbe rappresentare uno spunto per valutare l’adozione di soluzioni analoghe anche sul versante del Taburno.

Nel mirino dell’associazione c’è infine anche la prevenzione degli incendi boschivi, alla luce dei gravi danni che in passato hanno interessato parte dei boschi del Parco. Per Bovino, la tutela di un’area naturale protetta deve passare non soltanto dai divieti, ma anche da controlli, prevenzione, manutenzione e una presenza costante sul territorio.

«Un’area naturale protetta deve essere realmente protetta», è la conclusione del presidente di Italia Verde. Per l’associazione, senza un adeguato sistema di vigilanza il rischio è che un patrimonio naturalistico di grande valore venga progressivamente percepito come una “terra di nessuno”.

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