Riesame conferma il carcere per Gennaro Santamaria

Respinto il ricorso dei difensori: resta in cella l'ex dirigente del Comune di Benevento indagato per concussione nell'inchiesta sulla città.

A cura di Redazione
22 aprile 2026 16:55
Riesame conferma il carcere per Gennaro Santamaria -
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Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per Gennaro Santamaria, l'ex dirigente esterno del Comune di Benevento indagato per concussione dalla Procura della Repubblica locale. I giudici della 12^ Sezione Penale hanno respinto l'istanza presentata dai legali Di Santo e De Longis, validando l'ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Benevento, Maria Amoruso, in relazione a una vicenda che ipotizza richieste di denaro finalizzate allo sblocco di pratiche edilizie.

Il quadro accusatorio rimane solido, tanto da prospettare per l'indagato il rischio di un giudizio immediato entro centottanta giorni dall'esecuzione della misura, ai sensi dell'articolo 453 del codice di procedura penale. La permanenza in carcere di Santamaria è attualmente fissata, salvo diverse disposizioni, fino al termine ultimo del 30 settembre 2026, mentre non si esclude che il prosieguo delle attività investigative, coordinate dal procuratore Nicola D’Angelo e dalla P.M. Maria Colucci, possa coinvolgere ulteriori soggetti.

Al di là degli aspetti tecnici e penali, la vicenda ha sollevato pesanti interrogativi sulla gestione politica dell'organigramma comunale di Benevento. Si contesta, in particolare, la creazione nel 2019 di un settore ad hoc e la successiva nomina di Santamaria, un incarico che, secondo le critiche mosse, sarebbe avvenuto in violazione delle norme che riservano tali ruoli ai dirigenti di ruolo e oltre i limiti temporali di servizio stabiliti dal decreto legislativo 165/2001.

Nonostante la gravità degli elementi emersi, è necessario ribadire che per l'indagato vige il principio costituzionale di non colpevolezza fino a una eventuale sentenza definitiva. La comunità cittadina osserva con attenzione l'evolversi di questo procedimento, che mette in discussione non solo l'operato del singolo ex dirigente, ma anche la legittimità delle scelte amministrative alla base del conferimento di incarichi di vertice all'interno della macchina burocratica di Palazzo Mosti.

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