Quante chance hanno Juventus e Inter di arrivare lontano in Champions League?

Almeno sulla carta, il destino di Juventus e Inter dopo il sorteggio del 13 dicembre a Nyon sembra diametralmente opposto. L’urna sorride alla formazione di Allegri e mette a dura prova l’undici di In...

10 marzo 2022 10:58
Quante chance hanno Juventus e Inter di arrivare lontano in Champions League? -
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Almeno sulla carta, il destino di Juventus e Inter dopo il sorteggio del 13 dicembre a Nyon sembra diametralmente opposto. L’urna sorride alla formazione di Allegri e mette a dura prova l’undici di Inzaghi. I bianconeri se la vedranno con gli spagnoli del Villareal, formazione imprevedibile, brillante  ma non irresistibile, mentre i nerazzurri vanno letteralmente a sbattere contro la corazzata di Jurgen Klopp: il Liverpool. Un doppio di andata e ritorno assolutamente vibrante che sulla scorta dei valori visti finora in serie A non garantisce il passaggio a nessuna delle due. La Juventus è alla prese con la più classica stagione di transizione, con i problemi di centrocampo e attacco ancora irrisolti mentre l’Inter è chiamata all’impresa contro i Reds. Insomma l’unica certezza del prossimo turno per le italiane in Champions è proprio l’incertezza, come confermato anche dai pareri di giornalisti ed ex calciatori, oltre che dalle informazioni sulle quote vincente Champions, le quali forniscono una panoramica piuttosto completa sulle le chance reali delle squadre in gara di portare a casa la Coppa dalle Grandi Orecchie.

L’evidenza è praticamente una: né Juventus, né Inter sono candidate ad alzare la coppa. Ma le previsioni non sorridono nemmeno al Liverpool, né tantomeno al Villareal. La favorita assoluta del torneo è un’altra. É inglese ed è seguita a ruota dal Bayern Monaco: il Manchester City di Pep Guardiola. Juventus e Inter sono out per motivi diversi e piuttosto decifrabili. La loro situazione può essere riassunta sinteticamente come segue. 

La Juventus di Allegri vive il classico limbo da campionato di transizione e se lo scontro con il Villareal permette, almeno sulla carta, il passaggio del turno, appare improbabile che i bianconeri possano arrivare davvero lontani in Champions. Intanto dalla Spagna arriva la provocazione di Emery: “Le sfide difficili ci motivano”. A rivitalizzare le ambizioni del club c’è l’ingresso di Dušan Vlahović, ma l’assenza di Chiesa e le imperfezioni di gioco a centrocampo rappresentano l’ostacolo principale nel cammino in coppa. I motivi stanno tutti nel gioco inaffidabile di questa stagione, complice il calo di rendimento di alcuni uomini chiave a centrocampo come Bentancur, non a caso ceduto al Tottenham, e Rabiot. Attualmente più solida e utilitaristica, alla Juventus mancano atleti capaci di rendere efficace il sistema tattico di Allegri in fase offensiva, considerando che la squadra viaggia a metà classifica per reti segnate in Serie A. Negli scontri diretti con le prime della classe e con il Chelsea in Champions non ha mai segnato più di un gol. Serve dare continuità agli avanti come Dybala, Morata e Kean: in questo si inquadra l’innesto di Dušan (esordio in puro stile Higuain e Tevez) che adesso dovrà misurare il suo temperamento e il suo rendimento anche in Champions. Le chance di arrivare lontani in coppa dipendono ora anche dal suo talento.

Le percentuali dell’Inter di avanzare quanto più possibile e arrivare almeno in semifinale si scontrano da subito con uno sparring partner apparentemente insormontabile. Il Liverpool pazzesco del binomio Salah - Manè che tuttavia in Premier non riesce a star dietro all’eccezionale City. I nerazzurri se la vedranno con una delle squadre top d’Europa, quella che recentemente ha assunto Ishbel Strake in veste di psichiatra e terapista a supporto dei calciatori, soprattutto per i casi di frequenti discriminazione. Dal canto suo l’Inter di Inzaghi ha appena acquistato per 22 milioni uno dei migliori atleti recenti della Serie A, Robin Gosens, che ha da poco spiegato i motivi del suo rifiuto al Newcastle, e sembra essere l’unica squadra costante del campionato, derby di ritorno a parte. Per arrivare lontano, l’Inter deve puntare su quelli che sono i suoi punti di forza costruiti a tavolino in allenamento: la partecipazione offensiva dei difensori, tra tutti Bastoni che continua ad essere il braccetto indispensabile della squadra, abile a muoversi nella trequarti avversaria con e senza palla, l’ampio possesso palla in campo nemico, il ritmo e il pressing alto per forzare l’errore avversario.

Ma è ovvio che i due match esulano solo ed esclusivamente da queste semplici analisi. Magari la differenza all’Anfield potrebbe farla Ishbel Strake.

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