Quando il soccorso pubblico diventa un taxi per VIP.

Mentre mancano fondi e mezzi, il 115 decolla per trasportare VIP e canzoni. Il soccorso diventa un taxi d’élite pagato dai contribuenti.

27 febbraio 2026 19:04
Quando il soccorso pubblico diventa un taxi per VIP. -
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Mentre i cittadini sono abituati a vedere l’elicottero dei Vigili del Fuoco come l’ultima speranza nel mezzo di un’alluvione o di un incendio boschivo, scopriamo che il "dispositivo di soccorso" può trasformarsi, all’occorrenza, in un esclusivo servizio taxi per VIP. Il caso del volo Sanremo-Roma per trasportare il paroliere Mogol alla festa del Corpo non è solo una nota stonata, ma un vero e proprio schiaffo alla logica del servizio pubblico.

L’alibi della "Piena Capacità"

La difesa d'ufficio del Corpo punta tutto sul fatto che la sicurezza in Liguria non sia mai venuta meno. È la classica risposta burocratica: "Tutto regolare, c’erano altri mezzi". Ma il punto non è se sia rimasto un elicottero in garage, bensì il senso etico di impegnare macchine, piloti, manutenzione e carburante (pagati dai contribuenti) per finalità che nulla hanno a che fare con l’emergenza.

Un elicottero non è un’auto blu; è uno strumento di salvataggio. Usarlo per una parata celebrativa o per "valorizzare l'immagine" del Corpo è un paradosso comunicativo: l’immagine di chi salva vite non si valorizza trasformandosi in una compagnia aerea privata per artisti, ma restando pronti sul piazzale per l’unica missione che conta: il soccorso.

Il prezzo del "Ringraziamento"

La nota dei Vigili del Fuoco spiega che il volo era un ringraziamento per un brano musicale donato dall'artista. Qui entriamo nel campo del baratto istituzionale:

  • Il dono di Mogol: Una canzone (immateriale).

  • Il contro-dono dello Stato: Ore di volo di un mezzo pesante, costi operativi altissimi e usura di un bene pubblico (materiale e oneroso).

È accettabile che un’istituzione tecnica, che spesso lamenta carenza di organico e mezzi vetusti, scialacqui risorse per una cortesia cerimoniale? Se ogni cittadino che "dona" qualcosa ai Vigili del Fuoco pretendesse un passaggio in elicottero, il reparto volo di Genova diventerebbe più trafficato di Fiumicino.

Una questione di opportunità

In un momento storico in cui si chiede rigore e ogni euro pubblico viene pesato, vedere un elicottero rosso e bianco decollare da Sanremo non per un codice rosso, ma per un codice "Siae", trasmette un messaggio pericoloso: le regole e i mezzi cambiano a seconda di chi siede sul sedile posteriore.

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco gode di un amore incondizionato da parte degli italiani. Proprio per questo, scivoloni del genere fanno male: perché sviliscono la sacralità di quella divisa, piegandola alle logiche del presenzialismo e della "valorizzazione d'immagine" più superficiale.

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