Psicanalisi per divinità e segreti al bancone: il Trittico di Anna Hurkmans
Un viaggio ironico tra miti in terapia e verità nascoste che debutta sul palco del Teatro Midora con la regia di Doriano Rautnik.
Il prossimo fine settimana, sabato 9 e domenica 10 maggio alle ore 19, la Sala Teatro Midora di Bucciano ospiterà il debutto dello spettacolo "Trittico". Scritto dall'autrice olandese Anna Hurkmans e diretto dal regista Doriano Rautnik, l'evento vede in scena un cast corale composto da Nunzia Campanile, Miriam Iuliucci, Clemente Rossi, Emanuele Troisi, Clemente Vairo e lo stesso Rautnik. Attraverso tre storie intrecciate, la rappresentazione esplora con intelligenza e umorismo i confini tra il sacro e il profano, mettendo a nudo le debolezze di personaggi leggendari alle prese con i dilemmi dell’esistenza umana.
L’opera si apre con una sessione di terapia decisamente fuori dal comune, dove tre pazienti di altissimo profilo si rivolgono a uno psicanalista per tentare di sciogliere nodi emotivi che li tormentano da un’eternità. Il povero medico, intimidito dalla statura quasi divina dei suoi interlocutori, assiste quasi impotente a una guarigione spontanea che avviene proprio quando i pazienti decidono di interrompere la seduta. La narrazione solleva interrogativi sulla natura ciclica del sollievo psicologico e sulla precarietà di un benessere che sembra destinato a svanire per poi ripresentarsi in una danza senza fine nel tempo.
Il racconto prosegue poi spostando l'attenzione sulla figura complessa della strega, analizzata non come icona del male, ma come donna che ha difeso strenuamente la propria integrità interiore. Il testo si interroga sul perché persista un’etichetta così pesante per chi ha semplicemente scelto di non tradire se stessa, limitandosi ad adeguare l'aspetto esteriore alle convenzioni sociali per mimetizzarsi tra la folla. Questa sezione dello spettacolo invita il pubblico a riflettere sul peso del giudizio esterno e sulla sottile linea che separa l’essenza autentica di una donna dalle proiezioni distorte che la società le cuce addosso.
Il terzo pannello di questo originale polittico narrativo vede protagonista un barman dotato di una perspicacia quasi soprannaturale, capace di leggere il passato e intravedere il futuro dei suoi avventori occasionali. Tra i fumi dei drink e le confessioni al bancone, ci si domanda se possedere una simile dote sia un dono o una maledizione e quali siano le conseguenze del conoscere già il destino degli altri. Tutti questi misteri trovano una risoluzione nel gran finale, dove le riflessioni esistenziali si fondono con il sorriso in una conclusione a sorpresa che rimescola le carte di quanto osservato fino a quel momento.