Provincia:vince il vuoto.Avellino e Caudina fuori dai giochi

Urne chiuse ma democrazia dimezzata: tra commissari e veti, Avellino e la Valle Caudina restano senza voce.

16 marzo 2026 08:18
Provincia:vince il vuoto.Avellino e Caudina fuori dai giochi -
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Mentre i nuovi eletti celebrano la vittoria, l’analisi del voto post-15 marzo rivela una geografia del potere sbilanciata e punitiva. Il nuovo Consiglio nasce sotto il segno di un’esclusione senza precedenti, frutto di una legge elettorale che, in presenza di comuni commissariati, si trasforma in un meccanismo di emarginazione.

Il Silenzio dei Commissari: Da Avellino a Quindici

Non è solo Avellino a pesare come un’assenza ingombrante. Il capoluogo, cuore amministrativo e demografico della provincia, è stato ridotto al silenzio insieme ad altri centri finiti sotto gestione commissariale (come Cervinara, Quindici e altri comuni dell'hinterland colpiti da crisi amministrative).

Queste comunità non hanno votato e non hanno potuto eleggere. Il risultato è un paradosso istituzionale: il Consiglio Provinciale prenderà decisioni su scuole, ambiente e infrastrutture di territori che non hanno avuto alcuna voce in capitolo. È una "democrazia sospesa" che colpisce oltre 70.000 cittadini irpini.

Lo Schiaffo alla Valle Caudina: Zero Rappresentanti

Il dato più amaro di questo lunedì post-elettorale riguarda la Valle Caudina che si ritrova con zero rappresentanti a Palazzo Caracciolo.

Cervinara, Rotondi, San Martino Valle Caudina, Roccabascerana: un intero asse territoriale è rimasto fuori dai giochi. Senza un consigliere di riferimento, chi si batterà per il completamento delle arterie stradali caudine o per la difesa del territorio dal dissesto idrogeologico? La Valle Caudina oggi è periferia della periferia, vittima di un sistema elettorale che premia gli accordi di segreteria tra i grandi blocchi e punisce le identità territoriali più frammentate.

Un Consiglio "Zoppo"

Il rischio è che questo Consiglio Provinciale venga percepito come un "organo di parte", non per colore politico, ma per estrazione geografica. Un ente che governa l'Irpinia guardando solo a certi poli (Alta Irpinia, Baianese o l'Arianese) e ignorando il Capoluogo e la Valle Caudina è un ente che parte con il freno a mano tirato.

Cosa accadrà ora?

Senza rappresentanza diretta, la Valle Caudina e il Capoluogo dovranno sperare nella "benevolenza" dei consiglieri eletti altrove. Una prospettiva debole per territori che meriterebbero centralità. La giornata di ieri segna forse il punto più basso della rappresentanza territoriale irpina: un Consiglio che esiste sulla carta, ma che ha perso pezzi fondamentali di realtà per strada.

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