Progetto Cervinara: "E' l’ora di una nuova cultura politica"
"Fine della stagione dei veleni e dei post sprezzanti: la proposta per una nuova classe dirigente che metta al centro sviluppo e credibilità del territorio"
Non è l’ennesima discesa in campo, ma un atto di rottura contro un metodo che ha logorato il tessuto sociale del paese. I portavoce di Progetto Cervinara escono allo scoperto con un manifesto che suona come un ultimatum alla politica del passato: "A Cervinara non serve l’ennesima guerra personale. È il momento di archiviare la stagione dei sospetti e delle delegittimazioni".
La diagnosi: un paese lacerato
Il punto di partenza è un’analisi cruda della realtà locale. Secondo il movimento, negli ultimi anni Cervinara non si è divisa su visioni contrapposte della città, ma a causa di un "modo tossico di fare politica". Una deriva fatta di mezze verità, rancori riciclati e una conflittualità permanente che ha trasformato il confronto democratico in una rissa continua.
"Una politica che ha bisogno di un nemico per sopravvivere e che scambia l’inciucio per strategia", denunciano i portavoce. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un isolamento politico che penalizza il territorio e una comunità sempre più diffidente e incattivita.
La proposta: rompere lo schema
Progetto Cervinara nasce con l’obiettivo dichiarato di chiudere questa stagione. Il movimento non cerca avversari da demolire, ma persone con cui costruire. Il richiamo è alla libertà: parlare a chi non vuole più sentirsi schiavo di tifoserie o appartenenze obbligate, a chi crede che esistere politicamente non significhi necessariamente essere "contro" qualcuno.
La linea sul dialogo è netta:
Sì al confronto con chi vuole parlare di sviluppo, futuro e progetti concreti.
No categorico a chi intende la politica come pettegolezzo, vendetta o piccolo calcolo personale.
Una nuova classe dirigente (culturale)
La sfida lanciata non è solo generazionale. La richiesta è per una classe dirigente nuova culturalmente: serve credibilità istituzionale, capacità di fare rete con i territori vicini e, soprattutto, la fine della "politica dei post velenosi".
"Non si amministra cercando ogni giorno un avversario da colpire", ribadiscono dal movimento. L’orgoglio di Cervinara, secondo la nota, non può nascere dal conflitto, ma solo dalla responsabilità.
La scelta di campo
Il messaggio finale è un bivio per la cittadinanza: continuare sulla strada della divisione o scegliere finalmente di crescere. Per Progetto Cervinara, il tempo dei "giochi di palazzo" è scaduto. Quella che propongono è definita una scelta seria, l'unica via per ridare maturità e rispetto a una comunità che merita di tornare protagonista del proprio futuro.