Presunta truffa della sedicente sensitiva sui social, il gip dispone nuove indagini

Il gip di Napoli Sabato Abagnale respinge la richiesta di archiviazione: ci sarebbero ancora possibilità di identificare l'eventuale autrice della presunta truffa.

12 ottobre 2026 11:46
Presunta truffa della sedicente sensitiva sui social, il gip dispone nuove indagini -
Condividi

Le indagini sulla vicenda della sedicente sensitiva che, attraverso le dirette sui social, avrebbe ottenuto denaro sotto forma di regali virtuali proseguono. Il gip di Napoli, Sabato Abagnale, ha infatti disposto ulteriori accertamenti, ritenendo che non siano ancora esaurite le possibilità di identificare l'eventuale responsabile della presunta truffa.

La donna, che sui social sosteneva di essere in grado di mettersi in contatto con i defunti, avrebbe ricevuto durante le dirette regali virtuali convertibili in denaro. Secondo quanto emerso, veniva inoltre presentata come psicologa, circostanza che avrebbe potuto indurre persone in condizioni di particolare fragilità ad affidarsi a lei con maggiore fiducia. Gli accertamenti effettuati presso l'Ordine degli Psicologi della Campania hanno tuttavia confermato che la donna non risultava iscritta all'albo professionale.

Nella richiesta di archiviazione, il pubblico ministero aveva sottolineato le difficoltà oggettive legate all'acquisizione di informazioni su condotte realizzate attraverso strumenti informatici, evidenziando la necessità di ricorrere a una rogatoria internazionale per ottenere dati dalle società che gestiscono le piattaforme social.

A ricostruire le presunte modalità con cui venivano sollecitati i pagamenti sono le denunce presentate dalle persone che si ritengono vittime. Secondo i loro racconti, quando durante le dirette le donazioni tardavano ad arrivare, la sedicente sensitiva avrebbe minacciato di interrompere il collegamento. A quel punto sarebbero intervenuti i moderatori, fornendo agli utenti indicazioni pratiche su come effettuare i versamenti.

Le istruzioni, stando alle denunce, sarebbero arrivate fino alla spiegazione delle procedure per inviare denaro attraverso l'acquisto di carte prepagate. Una sorta di vero e proprio tutorial che avrebbe guidato gli spettatori passo dopo passo nelle operazioni di pagamento.

Soddisfazione per il lavoro svolto finora è stata espressa dai responsabili dell'associazione La Battaglia di Andrea e dalle persone che hanno presentato denuncia.

«Siamo soddisfatti del lavoro svolto finora e dei risultati raggiunti», dichiarano.

L'associazione richiama inoltre l'attenzione sulle possibili conseguenze di questi fenomeni, soprattutto quando a essere coinvolte sono persone che attraversano momenti difficili dal punto di vista emotivo e psicologico.

«Dietro queste vicende non ci sono soltanto donazioni e denaro, ma persone che attraversano momenti di estrema fragilità, anche psicologica, e che meritano tutela e rispetto», sottolineano i responsabili.

Da qui l'appello affinché il caso possa rappresentare un punto di partenza per approfondimenti più ampi, anche su scala nazionale, sui fenomeni analoghi che si diffondono attraverso i social network, in particolare TikTok, e che potrebbero esporre le persone più vulnerabili al rischio di abusi.

Con la disposizione di ulteriori indagini, resta dunque aperta la possibilità di fare piena luce sulla vicenda e di verificare eventuali responsabilità.

Segui Informazione Sei