Madre e figlio di 12 anni aggrediti con un bastone da tre inzivados

La donna ha cercato di convincere i responsabili a desistere, mentre il ragazzo riprendeva la scena con il cellulare.

10 ottobre 2026 16:41
Madre e figlio di 12 anni aggrediti con un bastone da tre inzivados -
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Una punizione esemplare per chi inquina, ma soprattutto tolleranza zero verso chi trasforma il territorio in una discarica abusiva. È questo il messaggio che arriva da Longola, a Poggiomarino, dove una madre e suo figlio di appena dodici anni hanno dimostrato coraggio e senso civico, opponendosi a tre uomini intenti ad abbandonare illegalmente rifiuti in via Ceraso.

La donna ha cercato di convincere i responsabili a desistere, mentre il ragazzo riprendeva la scena con il cellulare. La risposta, secondo quanto ricostruito, è stata fatta di insulti, minacce e persino un'aggressione con un bastone. Uno dei tre avrebbe inoltre sottratto lo smartphone al giovane, nel tentativo di eliminare le prove di quanto stava accadendo.

Ma i conti sono stati fatti senza considerare la determinazione di una madre e il lavoro dei carabinieri della stazione di Poggiomarino. Grazie alla denuncia, alle informazioni raccolte e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza lungo il percorso del camion, i militari sono riusciti a identificare e denunciare i presunti responsabili: un uomo di 36 anni e un padre con suo figlio, provenienti da San Giuseppe Vesuviano. Dovranno rispondere delle contestazioni relative all'abbandono illecito di rifiuti e all'aggressione.

Una punizione esemplare per chi distrugge il nostro territorio

Chi abbandona rifiuti non danneggia soltanto l'ambiente: manca di rispetto ai cittadini, mette a rischio il decoro e la salute pubblica e scarica sull'intera collettività i costi della propria inciviltà. E quando, per impedire a qualcuno di documentare un illecito, si arriva alle minacce e alla violenza, la situazione diventa ancora più grave.

Per questo è auspicabile che le responsabilità vengano accertate e che, in caso di condanna, siano applicate sanzioni adeguate alla gravità dei fatti. Le regole devono valere per tutti e non può esserci spazio per chi pensa di poter sporcare, intimidire e farla franca.

Madre e figlio, un esempio da seguire

In una vicenda così grave, c'è però anche una nota positiva: il comportamento della donna e del figlio dodicenne. Non si sono voltati dall'altra parte davanti a un illecito, ma hanno cercato di impedirlo e hanno avuto il coraggio di denunciare quanto accaduto, nonostante le intimidazioni.

Il loro gesto merita un plauso sincero. È questo il senso civico di cui abbiamo bisogno: cittadini che difendono il proprio territorio, segnalano gli abusi e collaborano con le forze dell'ordine.

Tutti dovrebbero seguire il loro esempio. Non possiamo pretendere strade pulite, campagne rispettate e un ambiente sano se, davanti a chi sporca e distrugge, scegliamo il silenzio e l'indifferenza.

A questi comportamenti incivili bisogna rispondere con la fermezza della legge, con controlli efficaci e con sanzioni proporzionate, non con la rassegnazione. Perché il territorio è un bene comune e chi lo danneggia deve assumersi le proprie responsabilità.

Un ringraziamento alla madre e a suo figlio per il coraggio dimostrato e ai carabinieri per il lavoro svolto. La vera civiltà comincia dal rispetto delle regole. E difendere l'ambiente significa difendere il futuro di tutti.

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