Pratola Serra: le dimissioni della minoranza scuotono il Comune
I consiglieri di Terra Nuova lasciano l'aula per protestare contro la mancanza di un Presidente e difendere la trasparenza democratica.
A Pratola Serra i consiglieri comunali di opposizione Bianca Galdo, Margherita Basile e Alberto Santamaria hanno rassegnato le proprie dimissioni formali per protestare contro le ripetute violazioni istituzionali della maggioranza. La decisione, maturata dopo mesi di tensioni e il mancato funzionamento regolare del Consiglio, privo persino del suo Presidente, segna una rottura definitiva. Con questo gesto drastico, la lista "Terra Nuova" ha scelto di abbandonare l'aula per restituire la parola ai cittadini e denunciare la paralisi democratica direttamente alle piazze e alle autorità competenti.
Questo strappo istituzionale rappresenta un atto di profonda igiene politica, necessario per sottrarre la vicenda alla distrazione della cronaca locale e consegnarla a una riflessione più ampia. Quando un'amministrazione decide di fare a meno delle regole elementari della convivenza civile, la presenza della minoranza rischia di trasformarsi in una pura foglia di fico. I rappresentanti di Terra Nuova hanno chiarito di non voler fare le comparse nel teatro dell'illegittimità, preferendo la coerenza all'apparenza.
C'è un filo logico e morale ben preciso che unisce questo gesto alla dignità del capogruppo Fabrizio Graziano, precedentemente colpito da una defenestrazione ingiustificata, e al rifiuto compatto di tutti i non eletti della lista di prestarsi al gioco delle surroghe. Questa scelta dimostra che la politica viene ancora intesa come una comunità di destino e non come un autobus su cui salire a piacimento per meri scopi personali. La compattezza del gruppo ha così blindato una posizione di netta opposizione morale alla gestione dell'attuale maggioranza.
Prima di arrivare a questa decisione estrema, il gruppo consiliare ha percorso tutte le vie formali possibili, investendo della complessa questione sia il Prefetto sia il Ministero dell'Interno attraverso esposti puntuali e rigorosi. Non si è trattato di un'iniziativa mossa da animosità personale, ma di un'ostinata e coerente fedeltà alla legge e allo Statuto comunale. Di fronte al silenzio e al sistematico svilimento dell'aula consiliare, l'unica risposta seria e percorribile è rimasta quella di interrompere i lavori.
L'attività politica del movimento non comincia e non finisce dentro le quattro mura del municipio, ma si sposta ora nelle piazze, tra le famiglie e nel tessuto vivo di una comunità che ha un disperato bisogno di ritrovare serenità e trasparenza. Ai consiglieri dimissionari va il riconoscimento per aver rinunciato alla propria poltrona pur di salvare l'onore e la dignità delle istituzioni. Da oggi inizia una nuova fase di mobilitazione popolare, convinti che la coerenza e il rispetto delle regole, alla lunga, paghino sempre.
Fact Check
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Verificato il: 16 giugno 2026