Prato, spari in ospedale: la difesa dell'agente invoca la nuova norma
L'avvocato Vittorio Fucci chiede per il poliziotto indagato l'applicazione del Decreto Sicurezza per evitare l'iscrizione automatica nei registri reati.
L'avvocato Vittorio Luigi Fucci, legale dell'agente della Polizia Penitenziaria di Airola indagato per tentato omicidio dopo gli spari al pronto soccorso dell'ospedale di Prato, chiede l'applicazione delle tutele introdotte dal recente Decreto Sicurezza.
"In presenza di una evidente causa di giustificazione della condotta del solerte poliziotto penitenziario sannita, mio assistito, venga applicato il nuovo decreto sicurezza che ha modificato l'art 335 del codice di procedura penale, introducendo il comma con cui si prevede l'annotazione preliminare nel modello 45 bis, che evita l'iscrizione automatica dell'agente nel registro degli indagati quando l'atto compiuto in servizio fa presumere una causa di giustificazione, come nel caso di specie", ha sottolineato il difensore.
La richiesta si inserisce nella complessa vicenda accaduta il pomeriggio del 16 agosto all'ospedale Santo Stefano. L'agente aveva esploso tre colpi di pistola per fermare un 22enne di origine marocchina che, dopo essere stato condotto nella struttura sanitaria, aveva scatenato il panico scaricando un estintore nel reparto di emergenza e tentando la fuga. Raggiunto da un proiettile a una gamba, il giovane era stato bloccato. La difesa dell'agente, che nelle prossime ore affronterà l'interrogatorio alla presenza dei propri difensori, punta a far valere l'esimente dell'adempimento del dovere e dell'uso legittimo delle armi per evitare il prolungarsi dell'iscrizione penale.