Pizzuti e il caso del cumulo: 380mila euro di stipendio sotto inchiesta

L'ex direttore generale dell'ospedale Moscati di Avellino al centro di un'indagine della Corte dei Conti per aver incassato retribuzione e pensione.

A cura di Redazione
22 aprile 2026 20:04
Pizzuti e il caso del cumulo: 380mila euro di stipendio sotto inchiesta -
Condividi

La Procura regionale della Corte dei Conti per la Campania ha aperto un fascicolo istruttorio nei confronti di Renato Pizzuti, ex direttore generale dell'A.O.R.N. "Giuseppe Moscati" di Avellino, contestandogli un presunto danno erariale di 382.178,03 euro. Secondo l'accusa, il dirigente avrebbe percepito indebitamente il proprio stipendio tra il maggio 2023 e l'agosto 2025, periodo in cui risultava già collocato in quiescenza. La normativa vigente, in particolare il decreto "spending review" del 2012, vieta espressamente alle pubbliche amministrazioni di corrispondere retribuzioni a soggetti pensionati, imponendo la gratuità dell'incarico o la sua risoluzione per favorire il contenimento della spesa pubblica e il ricambio generazionale.

La ricostruzione della Guardia di Finanza evidenzia una condotta che appare tutt'altro che casuale, poiché il dirigente era consapevole della criticità normativa e aveva inizialmente sospeso il pagamento del proprio compenso in attesa di pareri legali. Nonostante le interrogazioni presentate in Consiglio Regionale e le richieste di chiarimenti inviate ai vertici sanitari, Pizzuti avrebbe successivamente richiesto il versamento retroattivo delle somme, incassando l'intero ammontare degli stipendi accumulati prima della conclusione del mandato, senza notificare tale inversione di rotta agli enti preposti.

La vicenda si inserisce in un contesto di incertezza amministrativa, alimentato dal mancato riscontro da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri a una specifica richiesta di parere sulla legittimità dei cumuli tra pensione e stipendio inoltrata da un funzionario regionale. Questa assenza di indicazioni chiare dai livelli centrali ha creato un vuoto decisionale in cui Pizzuti ha operato, passando da una fase in cui sembrava voler conformare la propria posizione alla normativa, con la sospensione volontaria dell'erogazione, a una definitiva riscossione dell'intero compenso nel periodo finale della sua direzione.

Il procedimento contabile si basa ora su una documentazione estremamente dettagliata, che include delibere, note protocollate e verbali di audizione atti a dimostrare l'illegittimità della pretesa retributiva del dirigente. Per la magistratura, la somma di oltre 380mila euro versata dall'ospedale Moscati costituisce un esborso non dovuto, configurando una violazione diretta della legge che impone il divieto di cumulo per chi è già titolare di un trattamento pensionistico. L'inchiesta punta a chiarire definitivamente le responsabilità di Pizzuti e l'eventuale inerzia degli uffici competenti che non hanno impedito, nonostante gli allarmi sollevati, il perpetuarsi di questo scenario.

Segui Informazione Sei