Picchiato da ragazzini per difendere la figlia viene travolto da un camion mentre è a terra
Otto giovanissimi identificati per il pestaggio dell’uomo intervenuto per difendere la figlia. La moglie: «Nessuno ci ha chiesto scusa».
Una violenta aggressione nel cuore del Vomero, a Napoli, ha lasciato un uomo di 50 anni ricoverato in ospedale e una famiglia sotto choc. L’uomo era intervenuto per accertarsi delle condizioni delle figlie, coinvolte in una lite tra giovanissimi, ma è stato a sua volta aggredito da un gruppo di ragazzi. Durante il pestaggio, mentre si trovava a terra, una delle sue gambe è stata travolta da un camion dell’Asia impegnato nella raccolta dei rifiuti.
L’episodio, avvenuto nella zona compresa tra piazza Vanvitelli e via Bernini, è al centro delle indagini dei carabinieri, coordinati dalla Procura per i minorenni di Napoli. Al momento sarebbero otto i ragazzi identificati, tra cui due ragazze. Secondo quanto emerso, il gruppo coinvolto nell’aggressione sarebbe composto complessivamente da una decina di giovani, quasi tutti minorenni. Le indagini proseguono per identificare tutti i responsabili.
La lite per un fidanzatino e la spedizione punitiva
Stando alla ricostruzione riportata, l’aggressione sarebbe stata preceduta da un’altra lite, sempre nel quartiere Vomero, legata a un fidanzatino conteso. In quella circostanza sarebbe intervenuto un giovane in scooter, che praticherebbe arti marziali, colpendo violentemente la ragazza presa di mira, figlia dell’uomo rimasto ferito nel successivo pestaggio.
Dopo aver appreso quanto accaduto alla figlia, il cinquantenne avrebbe cercato il giovane in scooter e lo avrebbe schiaffeggiato. Il ragazzo avrebbe quindi chiesto l’intervento di alcuni amici, dando origine alla seconda aggressione, culminata nel brutale pestaggio dell’uomo.
Le immagini della violenza, diffuse sui social dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, hanno contribuito a far emergere la gravità dell’accaduto e sono state utilizzate per individuare i presunti responsabili.
La moglie: «Nessuno mi ha chiamato per scusarsi»
A raccontare la paura e la disperazione della famiglia è stata la moglie dell’uomo, intervenuta durante una diretta social di Borrelli davanti all’ospedale Cardarelli, dove il marito è ricoverato.
«Sulla scorta delle immagini dei video che circolano sui social abbiamo denunciato circa una decina di ragazzi coinvolti nell’aggressione di mio marito. Dai video sono riconoscibili. Al momento nessuno mi ha chiamato per scusarsi», ha dichiarato la donna.
Sul fronte sanitario, le notizie sarebbero rassicuranti: secondo quanto riferito dalla moglie dopo aver parlato con il primario del reparto, il marito non rischierebbe l’amputazione della gamba colpita dal mezzo per la raccolta dei rifiuti.
Resta però il trauma psicologico provocato da una violenza che la famiglia non avrebbe mai immaginato di dover affrontare. «È psicologicamente provato per un’aggressione inaspettata e spero piano piano diventi solo un brutto ricordo», ha spiegato la donna, che ha espresso anche la propria preoccupazione per le minacce ricevute dalle figlie e per la sicurezza dei familiari.
Anche una delle ragazze ha raccontato il terrore vissuto durante l’aggressione: «Sono terrorizzata ma sto bene, in tre mi hanno scaraventata contro il parabrezza di un’auto e ho battuto la testa».