Piani forestali, strappo della Regione: ad Avellino 47 Comuni ancora a secco di progetti
L'assessore Serluca mette in mora gli enti locali: pronti 5,4 milioni di euro a copertura totale, ora serve intervenire subito.
Oggi ad Avellino l'assessore regionale all'Agricoltura, Maria Carmela Serluca, ha incontrato gli amministratori della provincia irpina per spronare 47 Comuni ritardatari a redigere i piani di gestione forestale attraverso i 5,4 milioni di euro stanziati dalla Regione Campania.
Non ci sono più alibi o scuse per giustificare questi ritardi ingiustificati, soprattutto considerando che le risorse finanziarie messe a disposizione dalla Regione consentiranno agli enti locali di coprire interamente i costi per la redazione della documentazione. L'esponente della giunta regionale ha ribadito con fermezza che questi strumenti operativi rappresentano la prima vera difesa del territorio. La valorizzazione e la tutela del patrimonio boschivo si rivelano infatti fondamentali per arginare il rischio di incendi estivi e contrastare in modo preventivo il costante pericolo del dissesto idrogeologico.
L'iniziativa del capoluogo irpino rappresenta solo la prima tappa di un tour programmatico che vedrà l'assessore impegnata nei prossimi giorni in tutte le altre province campane per sollecitare la stessa tempestività d'azione. La gestione attiva dei boschi non può più essere considerata un adempimento secondario, ma deve diventare una priorità amministrativa condivisa e capillarmente diffusa su tutto il territorio regionale.
A margine del confronto con gli enti locali, l'esponente di palazzo Santa Lucia ha inoltre ufficializzato la pubblicazione della graduatoria relativa agli 85 progetti di imboschimento ammessi a finanziamento. Questo specifico intervento, sostenuto con una dotazione complessiva di tre milioni di euro, punta a coniugare la salvaguardia ambientale con nuove opportunità di sviluppo economico locale.
I fondi appena sbloccati consentiranno di intervenire su una superficie totale di 260 ettari distribuiti nelle aree interne. Le risorse saranno destinate non soltanto a misure strutturali di prevenzione, ma anche alla realizzazione di nuovi impianti dedicati alla coltivazione dei tartufi, creando così un circolo virtuoso tra tutela dell'ecosistema e valorizzazione delle risorse naturali.