Cervinara. Sagra della Castagna, la delusione di chi torna da lontano.
Michela Marro dalla Svizzera: «Ho prenotato a luglio per tornare a Cervinara, ora le nuove date cambiano i miei programmi». Lettera Aperta al Sindaco Filuccio Tangredi
Una tradizione che va oltre la semplice festa, un appuntamento che per tanti cervinaresi rappresenta un vero e proprio ritorno alle proprie radici. È questo il sentimento che emerge dalla lettera di Michela Marro, originaria di Cervinara e residente da molti anni in Svizzera, che ha voluto rivolgersi al sindaco Tangredi per esprimere il proprio rammarico in merito alla programmazione della Sagra della Castagna 2026.
Per quasi cinquant'anni la manifestazione è stata un appuntamento atteso e consolidato, tradizionalmente legato all'ultimo fine settimana prima della commemorazione dei defunti e organizzato dall'Associazione Il Mastio. Una consuetudine talmente radicata da diventare, per molti cervinaresi emigrati, un punto fermo per programmare il ritorno in paese.
Ed è proprio facendo affidamento su questa tradizione che Michela Marro, già nel mese di luglio, aveva acquistato i biglietti per raggiungere Cervinara insieme alla propria famiglia dal 23 al 25 ottobre, con un obiettivo preciso: partecipare alla Sagra della Castagna.
La notizia del possibile spostamento della manifestazione al 30 ottobre – 1° novembre, accompagnato dal cambiamento dell'organizzazione, ha quindi rappresentato una sorpresa e una fonte di amarezza.
«Al di là delle scelte amministrative, che rispetto – scrive Marro – credo si sarebbe dovuto tenere in maggiore considerazione anche chi vive all'estero e programma con largo anticipo il proprio rientro proprio grazie a questa storica tradizione».
Una questione che, nella sua lettera, va oltre le singole date. Il punto centrale è infatti la difficoltà, per chi vive lontano, di organizzare viaggi, ferie e spostamenti senza poter contare su una comunicazione tempestiva.
«Ciò che mi colpisce maggiormente è l'incertezza», sottolinea Marro, evidenziando come, a poche settimane dall'appuntamento, mancasse ancora una comunicazione ufficiale chiara sulla manifestazione.
Per chi vive fuori dall'Italia, una festa patronale, una sagra o una ricorrenza tradizionale possono diventare molto più di un evento inserito nel calendario. Sono occasioni per rivedere familiari e amici, riannodare rapporti e tornare nei luoghi della propria infanzia. E proprio per questo, secondo la cittadina cervinarese, una programmazione anticipata rappresenterebbe anche una forma di attenzione nei confronti della comunità degli emigrati.
La lettera, tuttavia, non nasce con l'intento di alimentare una polemica. Al contrario, Michela Marro precisa di voler affidare il proprio pensiero come «il sentimento di una persona che ama sinceramente Cervinara» e che ogni anno torna con orgoglio per vivere una tradizione considerata parte della propria identità.
Un messaggio rivolto dunque non soltanto all'amministrazione comunale, ma a tutta la comunità: quello di ricordare che Cervinara continua ad avere una parte importante della propria comunità anche oltre i confini della Campania e dell'Italia.
La speranza espressa da Marro è che, per il futuro, nell'organizzazione della Sagra della Castagna possano essere considerate anche le esigenze di chi vive all'estero e che, proprio grazie a questa manifestazione, continua a mantenere vivo il legame con il proprio paese d'origine.
Una voce da lontano, dunque, che chiede semplicemente di essere ascoltata: perché per chi vive fuori, sapere con largo anticipo quando Cervinara festeggerà una delle sue tradizioni più sentite significa anche sapere quando poter tornare a casa.
di Michela Marro