"Per loro non ho niente": il giallo di Luigi Di Nardo, morto dopo un panino.
Caso Di Nardo: gli audio choc prima di morire, l'ipotesi botulino e l'attesa per l'autopsia. La famiglia denuncia: "Indagini ferme da 8 mesi".
"Ti faccio sapere qualcosa domani, lasciami stare, voglio riposare...". Sono le ultime parole affidate a un messaggio vocale, la voce impastata di chi sta già lottando contro un nemico invisibile. Il giorno dopo, Luigi Di Nardo, 52 anni, morirà per strada, solo, dopo essere stato dimesso dall'ospedale con una rassicurazione che suona oggi come una condanna: "Mi hanno dimesso, per loro non ho niente".
A otto mesi dalla tragedia avvenuta il 6 agosto 2025, la famiglia dell'uomo — venditore ambulante, pittore e musicista molto noto nella sua comunità — ha deciso di rendere pubblici quegli audio strazianti per scuotere le coscienze e accelerare un’indagine che sembra essersi impantanata nel silenzio della burocrazia.
La cronaca del dramma
Luigi si era recato in Calabria, a Diamante, per esporre la sua merce nei mercatini estivi. Una serata come tante, interrotta dall'acquisto di un panino da un ambulante sul lungomare. Poco dopo l'ingestione, i primi sintomi: malessere, difficoltà a parlare, una sofferenza evidente che lo spinge a cercare cure mediche.
L’ipotesi principale degli inquirenti è quella di una sospetta intossicazione da botulino, una tossina letale che non lascia scampo se non riconosciuta e trattata immediatamente. Eppure, nonostante quel biascicare preoccupante catturato negli audio inviati alla sorella, Luigi viene rimandato a casa (o meglio, in strada), dove il suo cuore smetterà di battere poco dopo.
L’appello dei legali: "Indagini al palo"
Nonostante la gravità del caso, la verità sembra ancora lontana. Gli avvocati della famiglia, Sergio Pisani, Angelo Pisani e Maria Napolano, hanno sollevato una dura denuncia contro i ritardi della Procura di Paola:
"Dopo otto mesi non sono state ancora depositate le risultanze della consulenza autoptica disposta dagli inquirenti. Chiediamo che sia dato impulso alle indagini e, soprattutto, pretendiamo la verità."
La famiglia ha già depositato diverse istanze di sollecito. Il nodo centrale resta il deposito degli accertamenti autoptici: solo quei risultati potranno confermare se a uccidere Luigi sia stato davvero quel panino consumato sul lungomare e, soprattutto, se il decesso potesse essere evitato con una diagnosi tempestiva durante il passaggio in pronto soccorso.