Per l'ex deputato Nicola Cosentino arriva la svolta legale che apre le porte della libertà

Il riconoscimento del reato continuato riduce la pena per l'ex deputato e trasforma il residuo detentivo in una condanna non ostativa.

A cura di Redazione
14 maggio 2026 14:50
Per l'ex deputato Nicola Cosentino arriva la svolta legale che apre le porte della libertà -
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La Corte di Appello di Napoli ha accolto i rilievi della difesa di Nicola Cosentino, riconoscendo il vincolo della continuazione tra la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa e i successivi episodi di corruzione. La decisione, giunta dopo un complesso iter processuale curato dall'avvocato Dario Vannetiello, ha determinato una riduzione della pena complessiva di quattordici mesi. I giudici partenopei hanno stabilito che i reati, seppur distanti nel tempo, rientravano nel medesimo disegno criminoso, modificando radicalmente la posizione giuridica dell'ex sottosegretario all'Economia attualmente detenuto nel carcere di Spoleto.

L'ordinanza emessa dalla quarta sezione penale rappresenta un unicum nel panorama giurisprudenziale, superando persino i precedenti pareri negativi del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Attraverso un'argomentazione tecnica di elevato spessore, i magistrati hanno convalidato la tesi difensiva secondo cui i reati di corruzione degli agenti penitenziari, pur volti a benefici personali e non al clan dei Casalesi, fossero intrinsecamente legati alla vicenda associativa. Questo passaggio ha permesso di unificare le condanne, neutralizzando l'opposizione della Procura Generale che aveva invocato l'inammissibilità dell'istanza.

Il successo della strategia difensiva ha scardinato inoltre le precedenti certezze sulla competenza territoriale dei giudici sammaritani. L'avvocato Vannetiello è riuscito a dimostrare l'incompetenza sia del Tribunale che della Procura di Santa Maria Capua Vetere nell'emettere l'ordine di esecuzione, spostando il baricentro della decisione sulla Corte napoletana. Tale rilievo procedurale è stato determinante per permettere una nuova valutazione del fascicolo, fondata sui più recenti orientamenti della Suprema Corte di Cassazione in materia di esecuzione penale e unificazione dei titoli detentivi.

Le conseguenze pratiche di questo provvedimento sono immediate e decisive per il futuro dell'ex esponente di Forza Italia. Grazie al ricalcolo della pena e all'imputazione della carcerazione già sofferta al reato principale, il residuo di condanna riguarda ora esclusivamente la fattispecie della corruzione semplice. Trattandosi di un reato che consente l'accesso a misure alternative, Nicola Cosentino potrà presto richiedere l'affidamento in prova ai servizi sociali, lasciando definitivamente la cella dopo una lunga permanenza dietro le sbarre.

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