Pensioni d’oro e stipendi cumulati: nei guai quattro DG di Asl Campane
Guardia di Finanza e Corte dei conti contestano un danno erariale di 880 mila euro ad ex direttori generali della sanità campana nel triennio 2022-2025.
I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno notificato inviti a fornire deduzioni a quattro ex direttori generali di aziende sanitarie locali, su delega della Procura Regionale della Corte dei conti per la Campania. L'indagine, che riguarda il periodo compreso tra il 2022 e il 2025, ha fatto luce su una condotta che avrebbe violato le norme vigenti in materia di cumulo tra trattamento pensionistico e retribuzioni dirigenziali.
Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, i manager avrebbero scelto di andare in quiescenza anticipatamente per poi continuare a percepire indebitamente l'intero stipendio previsto dall'incarico fino alla naturale scadenza del mandato. Tale operazione si porrebbe in netto contrasto con l'articolo 5, comma 9, del decreto-legge 95/2012, che impone il divieto di retribuire incarichi dirigenziali a soggetti già in pensione, ammettendoli esclusivamente se svolti a titolo gratuito.
Le criticità emergono con forza anche sotto il profilo procedurale e di trasparenza amministrativa, poiché i destinatari dei provvedimenti avrebbero omesso di comunicare alla Regione Campania il mutamento del proprio status lavorativo. È stato inoltre rilevato che tre dei quattro direttori, dopo aver sospeso temporaneamente la retribuzione al momento del pensionamento, avrebbero provveduto autonomamente a riattivarla, incassando anche gli arretrati senza alcuna autorizzazione o notifica agli uffici regionali competenti.
L'attività investigativa ha permesso di quantificare il danno erariale complessivo in 880.988 euro, cifra di cui i soggetti coinvolti dovranno rispondere dinanzi alla magistratura contabile. Ai sensi dell'articolo 67 del Codice della giustizia contabile, gli ex direttori hanno ora a disposizione un termine di 45 giorni per depositare memorie difensive, accedere agli atti del fascicolo o richiedere un'audizione personale per chiarire la propria posizione dinanzi al Pubblico Ministero.